Società operai e agricoltori Rivoli 1851

“Il primo marzo del 1851 venne fondata in questa casa la società operai e agricoltori di Rivoli. Ricordo posto il 2 settembre del 1888” recita l’iscrizione della lapide di marmo posta in via Piol, al primo piano dello stabile ubicato dopo la Casa del Conte Verde.

Le società di mutuo soccorso rappresentavano la prima forma di organizzazione del movimento operaio, destinate non solo alle necessità materiali delle classi lavoratrici, ma anche a porre le basi di quella coesione e vitalità che saranno qualità specifiche del mondo operaio torinese negli anni che vanno dalla fine dell’800 all’avvento del fascismo .

“La Meridiana”, già nel  1998 con la “storica” presidente Ida Pulzella, portò all’attenzione dell’Amministrazione la necessità di restaurare  la lapide, all’epoca ormai divenuta  illeggibile, quale importante pagina della storia cittadina. Grazie al lavoro del maestro Frans Ferzini finalmente si arrivò all’inaugurazione della lapide ora restaurata. Era il 1° marzo 2001, 150° anniversario del suo posizionamento. Ci piace ricordare la presenza e le parole dell’allora assessore al Lavoro Ezio Salmasi :  “Una città deve conoscere la sua storia. E’ un dovere e un bisogno, alzare la testa e ridare valore a questa epigrafe che testimonia l’incontro tra classi diverse, un’associazione che ha creato solidarietà tra lavoratori in difficoltà ….” . Ezio  ci ha lasciato qualche anno fa, era amico e socio  de La Meridiana e il suo  ricordo resta vivo  nei nostri cuori.

Avevamo , negli anni successivi, operato per installare , in alto, a fianco di un lampione,  un piccolo faretto per l’ illuminazione notturna della lapide, che da tempo  però non funziona più (lampadina bruciata) ,  e chiediamo all’amministrazione comunale, nelle azioni di manutenzione dell’arredo urbano  che ne connotano l’attività, di provvedere a ripristinarlo, nel rispetto e nel ricordo di quegli uomini e di quelle donne che hanno operato insieme perché credevano che il processo di crescita dei singoli , come quello dei gruppi e della società stessa, fosse opera da realizzare insieme con spirito fattivo di cooperazione, di tolleranza e di solidarietà. E’ la nostra storia, che va degnamente ricordata.