Il 2024 del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea comincia con la nomina del nuovo direttore Francesco Manacorda, successore di Carolyn Christov-Bakargiev. Questo è anche l’anno in cui la prestigiosa istituzione museale, punto di riferimento e orgoglio del territorio rivolese, compie quarant’anni dall’inaugurazione della prima mostra, Ouvertur.
Durante tutti questi anni il Museo si è distinto come uno dei principali poli dedicati all’arte contemporanea, nel silenzio e nell’ignoranza dei più (colpevole la mancata ed insufficiente comunicazione), a partire dagli stessi cittadini rivolesi.
Attraverso la promozione dell’arte italiana all’estero e l’accoglienza di artisti internazionali il Castello di Rivoli si impegna a dare valore all’arte, promuovendola come strumento di dialogo, scambio e confronto, necessario per affrontare la complessità della nostra epoca.
«La missione principale di un museo di arte contemporanea è quella di ‘incastonare’ l’arte nella società civile, rendendola visibile, rilevante e significativa». L’arte contemporanea permette di affrontare tematiche importanti e delicate, dando attenzione ai processi di cambiamento, proponendo visioni globali in prospettive non solo occidentali. Attraverso la pratica artistica è possibile favorire la comprensione e accettazione di argomenti di interesse generale, come la parità di genere, l’ecologia, la spiritualità e l’effetto della tecnologia. Per questo motivo il museo, secondo Manacorda, deve avere una «Vocazione sociale», diventando una «Destinazione ricorrente e abituale», per tutta la cittadinanza.

Il neo direttore vuole portare il museo nel cuore delle persone e l’idea obsoleta di un museo elitario deve essere rimossa dal pensiero comune. Uno dei principi della missione della nuova direzione è incentrato sulla pratica educativa, inserendola allo stesso livello dell’attività espositiva.
L’educazione all’arte, intesa come la capacità di “tirare fuori” e condurre in nuovi territori, è necessaria per affrontare le sfide del presente, allenando le menti all’imprevedibilità e alla diversità. Prima di avere risposte è necessario «Generare nuove domande», ripete il neo direttore, offrendo una visione dell’arte che si potrebbe intendere come guida alla sopravvivenza.
La nuova stagione espositiva del Castello di Rivoli partirà in primavera con una mostra dedicata a Rossella Biscotti (Molfetta, 1978), a cura di Marianna Vecellio, intenta ad investigare il ruolo del documento e del gesto tra memoria e identità. Contemporaneamente sarà presente la mostra Paolo Pellion di Persano.

