Sapere quanti nella nostra città conoscano la figura Giovanni Giolitti è di per sè desolante, e penso che questa ignoranza sostanziale del personaggio sia propria non solo dei rivolesi bensì di tutto il nostro distratto paese con un preoccupante tasso di alfabetizzazione. Giovanni Giolitti è stato uno dei più importanti uomini politici da quando l’Italia esiste come stato unitario.
Anche se consapevole che la storia non si fa con i “se” né con i “ma”, mi piace pensare che se il re “Sciaboletta”, il peggiore dei Savoia, invece di scodinzolare trepido e tremante di fronte ad un incredulo Mussolini e ai suoi sgherri, avesse dichiarato nell’ottobre ‘22 lo stato di guerra e affidato la guida del paese a Giolitti, avremmo probabilmente evitato il ventennio più buio della nostra storia e forse anche quella dell’Europa continentale avrebbe avuto potuto avere un corso meno tragico.
Ma, lasciando più sensatamente da parte i forse, le illusioni e le suggestioni, dobbiamo ricordare che Giovanni Giolitti, classe 1842 fu anche per quasi dieci anni consigliere comunale qui a Rivoli, ove, fuori dagli impegni romani, risiedeva presso la Villa di proprietà della famiglia della moglie Rosa Sobrero, che si trova ancor oggi con altre destinazioni abitative presso l’attuale largo Salotto ( posta tra le vie Bioletto, Felisio e Fiorito).
Correva l’anno 1879, precisamente il 16 settembre quando accadde la disgrazia. La famiglia Giolitti in vacanza si trovava a Chiomonte, in Valle di Susa. In un imprevedibile incidente di gioco tra bambini muore il piccolo Lorenzo Giovenale Giuseppe “… di anni sette, mesi otto, allievo della Seconda Elementare promosso alla Terza nel Collegio Romano, residente a Roma, nato a Firenze dal vivente Commendatore Avvocato Giovanni Segretario Generale alla Corte dei Conti domiciliato a Roma e dalla vivente Sobrero Rosa fu avvocato Lorenzo,domiciliata pure a Roma…”, come recita l’atto di morte conservato nei registri dello stato civile del Comune di Chiomonte.

Giovanni Giolitti, quello che Gaetano Salvemini definì poi forse troppo severamente “ministro della malavita”, non era ancora entrato in politica: lo farà nel 1882, candidandosi e venendo eletto deputato a Cuneo.
Pochissimi sanno che il piccolo Lorenzo riposa nell’area primitiva del Cimitero di Rivoli. La lapide, ormai sbiadita recita: “LORENZO GIOLITTI, FIGLIO DI GIOVANNI E DI ROSA SOBRERO, NATO A FIRENZE IL 12 GENNAIO 1872, MORTO A CHIOMONTE IL 16 SETTEMBRE 1879, QUI FU SEPOLTO, ACCANTO ALL’AVO MATERNO LORENZO SOBRERO E AGLI ZII MATERNI GIUSEPPE E GIOVANNI SOBRERO”.
Nel 2008, in occasione dell’80° della morte, la nostra associazione organizzò un impegnativo convegno sulla figura dello statista monregalese, che fu anche funzionale al restauro della lapide al cimitero summenzionata, ma soprattutto poi all’adesione del Comune di Rivoli al circuito dei comuni giolittiani imperniato sul Centro Europeo Giovanni Giolitti per lo Studio dello Stato di Dronero e alla posa in largo Salotto di un’epigrafe lignea realizzata dal nostro compianto amico e socio Lorenzo Simone (poi, causa deterioramento sostituita con una in marmo).
Purtroppo l’implacabilità del tempo e degli agenti atmosferici unita all’improvvida decisione dell’Amministrazione cittadina di sfilarsi poi immotivatamente dal Centro Giolitti, rinunciando così a potenzialità di sviluppo culturale ed economico, hanno determinato un vulnus che in qualche maniera andrà sanato. Noi de “La Meridiana” vedremo di fare la parte che statutariamente ci compete: difendere la storia e la memoria della città.
Carlo Zorzi


