Bruno Bertero, rivolese doc, il nostro Sinner, colleziona il suo  Grande Slam  di una carriera prestigiosa e  ancora in itinere. La sua famiglia può andarne ben fiera e noi con loro. Rivoli ha enormi  potenzialità turistico-culturali che tuttavia fatica ad esprimere come dovrebbe: ha il Castello juvarriano sede oggi di uno dei più importanti musei d’Arte contemporanea del mondo, che domina dall’alto la città e la Valle di Susa, la principale via per la Francia. La gente viene volentieri a Rivoli, il sabato è un continuo  fare lo struscio al centro. Vi sarebbe molto da fare, volendolo.

Bruno Bertero, ai tempi poco più di un ragazzo, sveglia dal torpore una sonnacchiosa Proloco e si inventa una manifestazione che diventerà epica, quel “C’era una volta un Re”  che tutti ricordano ancora con nostalgia: Bruno ricrea la magia di corte nel ‘700, i costumi, le carrozze a cavallo, le locande. Mi si lasci qui spezzare una piccola lancia a favore  della nostra piccola associazione, “La Meridiana” intendo, che con altre realtà organizzate si mette subito in gioco, con entusiasmo e un pizzico di follia: la locanda dei Frati Meridiani, i fagioli con le cotiche di Ida, i camerieri e i musicisti in saio, il vino a volontà.

Il deux ex machina resta Bruno Bertero, che ha contribuito a inventare un organismo operativo più agile, quel Consorzio Turismovest ancora in attività, sebbene con altri ritmi.

Avevamo, noi rivolesi intendo, un pezzo da novanta in casa e come già dicevano e scrivevano gli antichi naturalmente ce lo siamo fatti scappare (Nemo propheta in patria).

E così Bruno va ad est dove diventa Direttore del  Marketing di PromoTurismo Friuli Venezia Giulia raccogliendo risultati così lusinghieri e certificati dai presidenti di segno politico opposto in quella regione nel frattempo succedutisi (Serracchiani e Fedriga).

Bruno  è ora al top, preda ambita dei decisori più lucidi che capiscono che il turismo organizzato è il petrolio che non abbiamo. E così l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero lo nomina Direttore Generale, con sede ad Alba, splendida città, bella a visitarsi, dove si mangia e si beve divinamente, la città della Ferrero, quella che ci ha fatto  conoscere Beppe Fenoglio. Se ci passate, da Alba, in piazza Risorgimento troverete il quartiere generale di Bruno Bertero, in una imponente palazzina dell’Ente di Turismo, tra il Duomo e il Comune, dove la gentilezza e l’attenzione stanno di casa e con un via vai continuo di turisti che arrivano da ogni dove .

Ma non è finita. Il 22 gennaio scorso, pochi giorni fa dunque, il Consiglio d’Amministrazione dell’Associazione per il Patrimonio dei paesaggi  vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato ha presentato il Piano operativo 2024 e le attività straordinarie dedicate al decennale del sito Unesco, nel cui ambito è stata deliberata in sede di Consiglio d’Amministrazione la collaborazione con l’Ente turismo Langhe Monferrato Roero, che accompagnerà l’Associazione a livello di direzione tecnica, affidata a  Bruno Bertero.  Inoltre l’accresciuta sinergia  tra l’Ente turismo Langhe Monferrato Roero e Alexala (l’Agenzia turistica locale della provincia di Alessandria) rappresenta un punto strategico e necessario, considerato l’incremento del 30% dei flussi turistici che il riconoscimento Unesco ha portato con sé dal 2014 a oggi, per la pianificazione congiunta di un turismo responsabile e consapevole, attento alle tematiche di tutela e salvaguardia del paesaggio culturale. Questi usano armi pesanti. Una soprattutto: l’intelligenza.