La vera storia dei BMB. (il gruppo cresce )

La sede dell’Associazione La Meridiana, con le sue periodiche cene-spettacolo, è stata per i “ragazzacci di Rivoli” un vero e proprio trampolino di lancio. Per intenderci: i”fab four” stanno al “Cavern Club” come i Blues Meridian Brothers stanno a Via Felisio……

 

Tra i divertiti apprezzamenti del pubblico entusiasta , e le richieste di ulteriori performance, nasceva tra i componenti del quartetto l’idea di dover creare una band più strutturata. Per prima cosaera necessario dare un nome e un’identità al gruppo.

Dopo pochi scambi di vedute,tutti convinti e decisi, si concordò per questo:

“THE BLUES MERIDIAN BROTHERS”

La scelta fu velocemente sostenuta da tutti i membri, ma divenne successivamente difficile dipanare l’amletico dubbio se era meglio mettere l’accento o l’apostrofo sul nome “Meridians”, oppure se si doveva “attaccare tutto” fregandosene della grammatica inglese.

Pareva unproblema davvero irrisolvibile, al punto da far nascerediverse fazioni all’interno del piccolo gruppo. Ognuno aveva la sua lecita interpretazione, ma si rischiava la rottura…….
Fortunatamente, a dirimere la questione intervenne l’amicizia che come sappiamo appiana ogni cosa………. la decisione fu presa ancora una volta con il consenso di tutti.

Ritorniamo alla storia.

Fin dalle prime esibizioni nella “caverna” di Via Felisio si erano intuite le grosse potenzialità del gruppo, dovute sia alla particolare struttura dellospettacolo (un piacevole miscuglio trateatro econcerto musicale), sia alla grinta imprevedibile di questi non più giovanissimi ragazzi, che immancabilmente affascinavano il pubblico.

Si comprese anche, però, cheera necessario potenziare la struttura fonica, inizialmente composta solo da voci, chitarra e kazoo. Eraimportante un allargamento del parco strumentale con una buona sezione ritmica (basso e batteria) e una chitarra solista di appoggio alle voci, alla maniera tipica di ogni rispettabile band degli anni sessanta.

 

Al gruppo quindi si aggiunse, prima saltuariamente poi in pianta stabile, l’amico professionista Maurizio Vanni che, da chitarrista straordinario quale è, apportò immediatamente un tocco di classe alle musiche, elevando il livello globale dello spettacolo.

 

Successivamente si aggiunsero al gruppo, andando a riempire la mancante sezione ritmica, il batterista Gianni “BumBum” Cifone e il bassista Eugenio “Harley-Davidson” Prandi, che avevano già “pestato insieme” fin dai tempi giurassici delle prime rock-band. Dopo un brevissimo noviziato, per folgorazione divina, i due “fraticelli” furono arruolati in pianta stabile nei Blues Meridian Brothers e messi velocemente in pista a subire le prodezze canore dei vocalist.

Il gruppo, ora, era formato davvero “professionalmente”.

A questo punto, dai raccolti spazi de “La Meridiana” ai più vasti palcoscenici di un teatro, il passo è stato breve:

Di performance in performace, la strada lunga e faticosa del successoè davvero iniziata…..

Per concludere:

Ai Blues Meridian Brothers viene chiesto spesso, da altri musicisti, di poter far parte del gruppo. Vista la particolarità del messaggio trasmesso e il feeling vincente tra i componenti, vengono applicateprove estenuantia queste richieste. L’euforica pazzia cheli contraddistingue, fa si che sia molto difficile poter entrare nel “Convento dei Meridian Brothers”. Viene purtroppo applicata una selezione dura, dove la jungla al confronto è soltanto una tranquilla passeggiata.

Tra i novizi, comunque, una buona promessa è già in ordine di arrivo: si tratta di Angelo Muneretto che, con grande applicazione e ottime prospettive, ci sta provando. Ai “frati” piace il novizio, anche se un po’ giovane, ma se interpellati dicono: ” Angelo…si..domani, forse, chissà…” Un posto da “titolare” quindi comincia a farsi strada ……

In bocca al lupo.

Ad Angelo nel pieno del suo noviziato, e tutti i frati per sempre maggiori successi.

RINGRAZIAMENTI

I Blues Meridian Brothersringraziano tutti quelli che hanno collaborato a far si che questo gruppo sipotesse formare e crescere.In particolare:

FRANCA ANGELINI da Forlì per la collaborazione video e la grande pazienza.
ALBERTO e GIANLIVIO MENEGATTI per il supporto tecnico.
LA FAMIGLIA BELTRAMINO/DOSIO per il supporto logistico.
GLI AMICI DELLA MERIDIANA per il supporto psicologico (ed il fans club)