17 febbraio 1600, Giordano Bruno

17 febbraio del 1600, Giordano Bruno arso vivo in Campo de’ Fiori

Riceviamo dall’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, di cui il nostro socio onorario Bruno Segre è presidente emerito e volentieri pubblichiamo

 L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio in Campo de’ Fiori a Roma (dalle ore 17.30) ricorderà il filosofo Giordano Bruno.

Sono trascorsi 421 anni da quel 17 febbraio del 1600, quando Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma per ordine del tribunale della Santa Inquisizione presieduto dal pontefice romano.  «Eretico, pertinace, impenitente …» recitava la sentenza nella sua tracotanza dogmatica di potere. E voleva essere espressione di massimo spregio per chi come Bruno rivendicava il diritto umano di pensare e scegliere autonomamente per uscire dalla caverna della sottomissione individuale e sociale.

In un contesto storico come quello attuale, dove il senso della ragionevolezza sembrerebbe smarrito nella ripresa di rigurgiti di razzismo, fideismo, nostalgie di totalitarismo, vogliamo rimettere al centro più che mai la laicità, baluardo e fertilizzante della democrazia contro ogni sopruso e forma di sfruttamento.

Ben lo sapeva Giordano Bruno, che ha avuto il coraggio di alzare la testa oltre l’orizzonte del definito con la sua rivoluzionaria filosofia che apre formidabili prospettive progressiste e che continua ad essere di straordinaria attualità: dalla conoscenza,  all’etica,  alla politica, nell’’unità di pensiero critico e azione responsabile.

L’evento,  quest’anno è ridimensionato a causa della nota epidemia. Ma non certo ridotta la nostra passione per tenere alti questi valori, perché la memoria di quel rogo sia per ciascuno la fiamma della ragione contro l’oscurantismo.

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