Fini ……più a sinistra del Partito Democratico

Secondo il giornale spagnolo “El Pais”, in un articolo del 30 marzo scorso sul Congresso costituente del Popolo delle Libertà, Gianfranco Fini risulta essere “a la izquierda no ya de la Liga del Norte y del PDL, sino también del PD” (alla sinistra non solo della Lega Nord e del PDL, ma persino oltre il Partito Democratico). Questa affermazione paradossale, che pare fatta da un vetero-franchista nostalgico, è invece pubblicata dalla maggiore testata nazionale della Sinistra spagnola ed è suffragato da precisi e circonstanziati passi del discorso dell’ex-leader di AN a cui il giornale ammicca con simpatia.
El Pais, facendo eco al commento di Eugenio Scalfari pubblicato su Repubblica del giorno prima, nel quale esprime idee sostanzialmente concordi ma meno accondiscendenti (“Meno male che Fini cè “, 29/03/2009), si lancia in una vera e propria dichiarazione d’amore verso il Presidente della Camera. Nel finale dell’articolo citato, infatti, tradendo una velata malinconia il cronista scrive: “sarà Fini la testa pensante di una post-destra moderna, aperta e veramente democratica, o finirà per diventare una comparsa nella nuova fase di populismo giocoso e plebiscitario?

Lasciamo a voi il giudizio, ma se non è vero amore poco ci manca……

Testo originale :
http://www.elpais.com/articulo/internacional/Fini/desmarca/defiende/Estado/laico/elpepuint/20090330elpepiint_11/Tes

Traduzione integrale:
” Molto lontano in fondo dalla forma del solito show berlusconiano, Gianfranco Fini ha lasciato il congresso di PDL come il politico sensato, sobrio e moderno che tutti ci aspettiamo da lui, in particolare nella sinistra italiana. Eugenio Scalfari ci ha riassunto ieri nella Repubblica quella sensazione titolando l’articolo: “Meno male che abbiamo Fini”.
Con Berlusconi nel ruolo di ascoltatore (talvolta ha applaudito eccitato, altre volte ha esibito un sorriso di circostanza) e con la platea piena di falchi della destra più antiquata e sbraitante, Fini ha avuto sabato il coraggio di esprimere davanti al trionfalistico Congresso costituente del PDL tutte le sue idee e le sue critiche.
Il Presidente della Camera dei deputati ha iniziato il suo intervento ringraziando Berlusconi e la “Lucida follia” che lo ha portato a entrare in politica, e da lì non ha fatto nulla per fare in fretta.
Lo ha incoraggiato a decidere il referendum che deve approvare il sistema elettorale in giugno; ha suggerito che un avvicinamento al Partito Democratico per una “grande riforma costituzionale” che possa garantire un nuovo equilibrio dei poteri, razionale ed equo, e ha lanciato le accuse in pubblico sull’approvazione in Senato del disegno di legge sul Testamento Biologico.
I senatori del PDL, in pieno rapimento di ateismo devoto, hanno [secondo Fini, n.d.t.] delineato una legge più restrittiva anche più di quello che richiede la dottrina della Chiesa. “Questo testo,” ha detto senza respirare, “è degno di uno Stato etico, non di uno Stato laico”.
Collocandosi alla sinistra non solo della Lega Nord e del PDL, ma persino oltre il PD, prevede inoltre una Italia che “in dieci anni sarà multietnica e multireligiosa”, ha chiesto un patto Nord-Sud a “liberare il paese dalla mafia e dal potere politico sotterraneo”, richiama ad un ampio accordo tra il capitale e lavoro, e chiede educazione e solidarietà per condurre con temperanza il “processo storico” della politica di immigrazione.
Fini è stato a lungo il più applaudito da tutti i seguaci (un altro candidato è Tremonti), e alla fine, il re Silvio è salito sul palco, lo ha baciato, ha alzato la mano e lo ha nominato, o almeno sembrava, erede in pectore.
Ma ieri, nel suo discorso, Berlusconi non ha menzionato le sfide ideologiche, alimentando nuovamente il dubbio cruciale.
Sarà Fini la testa pensante di una post-destra moderna, aperta e veramente democratica o finirà per diventare una comparsa nella nuova fase di populismo giocoso e plebiscitario? ”

Articolo di Repubblica, a firma di Eugenio Scalfari:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-editoriali/scalfari-editoriali.html