2 Giugno – dieci pensieri democratici

  • 1) “La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita”(Da: il Manifesto di Ventotene)
  • 2) “Alla fin dei conti, libertà significa libertà per chi la pensa diversamente” (Rosa Luxemburg)

 

  • 3) “Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme” (Norberto Bobbio)

 

  • 4) “Spesso gli uomini si odiano perché hanno paura l’uno dell’altro; hanno paura l’uno dell’altro perché non si conoscono; non si conoscono perché non possono comunicare; non possono comunicare perché sono separati” (L. King)

 

  • 5) “La politica senza ideali è brigantaggio ” (Mazzini)

 

  • 6) “Un’utopia democratica è una comunità in cui la tolleranza e la curiosità, più che la ricerca della Verità, sono le principali virtù intellettuali. In cui non c’è niente di remotamente simile a una religione di stato o a una filosofia di stato” (Richard Rorty)

 

  • 7) “Ho terrore di un giudice che giudichi per fare giustizia e non per applicare la legge” (Piero Calamandrei)

 

  • 8) “Dobbiamo guardarci dall’attaccare a questa parola, giustizia, l’idea i qualcosa di reale, come di una forza fisica esistente; ella è una semplice maniera di concepire gli uomini, maniera che influisce infinitamente sulla felicità di ciascuno” (Cesare Beccarla)

 

  • 9) “Io credo in un’America dove la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta. Dove nessun prelato cattolico direbbe al presidente (nel caso fosse cattolico) come agire e nessun pastore protestante direbbe ai suoi parrocchiani per chi votare. Dove a nessuna chiesa o scuola confessionale vengano accordati fondi pubblici o preferenze politiche… Io credo in un’America ufficialmente né cattolica, né protestante, né israelita. Dove nessun pubblico ufficiale richieda o accetti istruzioni in politica dal Papa, dal Consiglio nazionale delle chiese, o da qualsiasi altra autorità ecclesiastica. Dove nessun gruppo religioso cerchi di imporre i suoi voleri direttamente o indirettamente sulla popolazione in generale o
    sugli atti pubblici dei suoi funzionari. E dove la libertà religiosa sia così indivisibile che un’azione contro una qualsiasi chiesa sia considerata come un’azione contro tutte… Io credo in un Presidente le cui opinioni sulla religione siano un suo affare privato, né imposte da lui alla nazione, né imposte a lui dalla
    nazione come una condizione per assolvere il proprio ufficio” (JFK)

 

  • 10) “Fare ciò che possiamo là dove siamo: non conosco altra morale. E non smettere di cercare di capire” (François Mitterrand)