
I provvedimenti di questi ultimi giorni con i quali la Corte Suprema americana ha demolito alcuni tra i più violenti e deliranti provvedimenti di Donald J. (30 ordini presidenziali esecutivi tra cui lo strapotere dato alla Guardia Nazionale contro le volontà dei governatori e l’abolizione dell’importante agenzia USAID, perno da decenni della politica estera americana per gli aiuti umanitari – vaccinazioni comprese – nel mondo), fanno ben sperare nella, sembra, ritrovata resipiscenza della Corte a difesa del check and balance tra poteri che da sempre connota la democrazia negli Stati Uniti. “Nessuno può essere re! ….Nessuno può cancellare il potere del Congresso per decreto” sono passi della sentenza (7 a 2) che ha visto tra i sottoscrittori anche una giudice nominata da Trump, Amy Coney Barrett.
Ora il presidente amico di merende di Epstein, autodefinitosi “il più forte della storia”, corre concreti rischi di entrare nel club delle anatre zoppe. Ma siamo solo all’inizio. La storia, normalmente matrigna ma talvolta maestra, ci ricorda esempi paradigmaticamente riconducibili a quanto sta accadendo a Washington.
Il 29 dicembre del 1170 – 855 anni fa quindi – veniva assassinato nella cattedrale di Canterbury Thomas Becket, l’arcivescovo nominato dal re d’Inghilterra Enrico II (padre di colui che sarà più noto come Riccardo cuor di leone). Mandante morale dell’omicidio il sovrano stesso, già grande amico e sodale di Becket, da lui addirittura nominato Cancelliere del regno. La Chiesa all’epoca era un monolite cattolico, Martin Lutero verrà al mondo nel 1483, l’America sarà scoperta nel 1492, la stessa Chiesa anglicana d’Inghilterra nascerà nel 1534 ad opera di Enrico VIII e Shakespeare, il più grande tra gli scrittori, nel 1564. Nel 1548 nascerà Giordano Bruno. Il papa è all’epoca Alessandro III, disponibile al compromesso con la Corona a fronte delle pretese regali di abolire alcuni privilegi ecclesiastici, che vede però Becket mettersi di traverso. Si dimette da Cancelliere, il suo nuovo ruolo di Arcivescovo e la sua coscienza gli impongono di farlo. Attenzione: caliamoci nell’epoca e sforziamoci di contestualizzare: siamo nell’Inghilterra medievale di 900 anni fa. Quella che verrà definita la “Sindrome di Becket” riguarda esclusivamente la difesa inflessibile della dignità dell’incarico ricevuto, costi quel che costi, che va aldilà del merito della vicenda. Va ricordato in tal senso il bel film del 1964 diretto da Peter Glenville “Becket e il suo re” e interpretato da Peter O’Toole e Richard Burton.
Il rispetto del ruolo, la consapevolezza e l’onore dei giudici della Corte suprema americana (tre nominati direttamente da Trump), li vedono ora servire la Costituzione, quella costituzione che hanno giurato di difendere, richiamandosi di fatto a categorie etico/morali sempre e da sempre presenti nell’animo umano e oggi così difficili da trovare, specie nei reggitori dei pubblici poteri.


