Fuori i mercanti dal tempio..

Fino a poco tempo fa ben pochi rivolesi sapevano che la piccola, semi-nascosta chiesetta, posizionata su Via Piol all’angolo con Via Alberto da Rivoli, ormai sconsacrata e da anni sempre chiusa, fosse stata edificata quasi 400 anni prima, per essere dedicata a San Rocco, come l’omonima chiesa e piazza, per ringraziare la fine della terribile pestilenza del 1630, che colpì duramente Rivoli e tutto il nord Italia, e chefumagistralmente descritta dal Manzoni nei suoi “Promessi sposi”. Questo minuscolo edificio sacro è stato per secoli battezzato “San Rocchetto” nella toponomastica spicciola.

Da sempre, pare fosse un riferimento caro agenerazioni di rivolesi residenti nel centro storico. L’importanza di questa struttura del resto veniva sancita, poco tempo fa, anche dalla Delibera del Consiglio Comunale n. 50 approvata il 20 Aprile del 2007 (Modifiche al Regolamento Comunale per gli impianti pubblicitari) dove all’art. 29 dell’ “Elenco degli edifici di interesse storico di Rivoli“, tra altri più conosciuti ed importanti,viene compresa anche la Cappella di San Rocchetto, su cui vige il divieto di ogni affissione e dove i cartelli, secondo la delibera, andrebbero posti a non meno di 50mt (citazione dalla delibera stessa).

Un piccolo monumento storico, quindi, collocato in una zona strategica che fa parte della tradizione della città e avrebbe bisogno di tutto il nostro rispetto. Invece ci troviamo di fronte, dopo il caos della segnaletica stradale e degli inopportuni arredi urbani collocati ormai da tempo a ridosso della struttura (che già da soli fanno gridar vendetta per oscurarlo ai passanti),ad un nuovo deprimente attacco e ad una nuova indecorosa aggressione. I turisti e passeggiatori di via Piol possono miseramente godere, all’interno e all’esterno dello storico edificio, di una esposizione di merce varia, posizionata accortamentea suggerire il famoso mercato del Baloon torinese.

Era proprio necessario?

Nel maggio 2007 “La Meridiana” sottolineava ampiamente, con una manifestazione pubblica, il valore di questo particolare edificio di culto, posizionato in una zona diinteresse strategico (alla metà del percorso pedonale di Via Piol) e degno della più ampia considerazione, in virtù dell’enorme carico storico-culturale che porta da secoli con se, e denunciava lo stato di degrado in cui giaceva, abbandonato e maltrattato dall’incuria.

La manifestazione, che si era svoltain forma ridottaa causa del maltempo, aveva visto anche la partecipazione del Sindaco Guido Tallone, che aveva portato i saluti della epigrafe Città di Rivoli e l’apprezzamento per la prevista opera di riqualificazione, ed erano presenti cittadini e rappresentanti di altre associazioni locali che hanno seguito la cerimonia, tra i numerosi ombrelli, resistendo fino alla scopertura dell’epigrafe lignea (ancora visibile nel lato sinistro, direttamente da Via Piol ) realizzata dal noto maestro di intaglio Lorenzo Simone, in ricordo della rilevante importanza storica dell’edificio.

L’Associazione, attraverso le parole del presidente,in quella sede aveva anche annunciato un intervento di recupero e riqualificazione dell’antico luogo di culto, quale atto d’amore e di rispetto verso un grande simbolo della tradizione rivolese e della religiosità popolare dei residenti. Indipendentemente dalla fede che ognuno di noi può portare verso un luogo di culto ormai sconsacrato prevalgono comunque aspetti emotivi e di sensibilità personale al di là del considerare l’edificio un bene architettonico da salvaguardare.

Al nostro appello accorato avevano aderito non soltanto alcune associazioni locali e uomini di buona volontà, per adesione a un richiesta di valorizzazione storico-turistica, ma anche persone generose e disponibili, che si erano prontamente attivate per garantire le risorse economiche e le professionalità tecniche utili al completo recupero della struttura.

“La Meridiana” da allora, con alterne vicende ed avvicendamenti, ha cercato di mettere in contatto enti e personalità disponibili– parrocchia, sponsors, tecnici, istituzioni – fungendo da trait-d’union nella complessa rete di interessi, impegni e disponibilità, ma finora non vi è riuscita.

Dopo tanto lavoro e trasporto emotivo, ora assistiamo, attoniti e stupiti, allo spettacolo di una nuova e davvero poco elegante destinazione della cappelletta, con il permesso di chi ne ha l’autorità, ridotta a sede mercatale di un commercio “bric-a-brac” (come si può vedere anche dalle foto a lato) che in ogni caso, nonostante il fine nobile dichiarato dai gestori, non riesce a giustificarsi e a farsi accettare. Un attività davvero poco rispettosadelluogo e della sua storia.

Evitiamo questo scandalo!

L’Associazione “La Meridiana”, che da sempre si adopera per sensibilizzare i rivolesi al recupero della propria memoria storica, densa di luoghi ed accadimenti troppo spesso ingiustamente dimenticati, si sdegna di fronte ad iniziative come questa, non solo come fatto culturale, ma anche e soprattutto per la piccola ferita che questa situazione infligge nell’immagine di Rivoli, ledendo oltretutto lo sviluppo economico-turistico della Città. I rivolesi, volontari o meno, dovrebbe essere consapevoli, rispettosi ed orgogliosi del loro passato.

Vedere certe deturpazioni,anche se vestite con l'”abito buono” del volontariato sociale e dello spirito di solidarietà verso i più deboli, fanno sempre rimanere basiti ed amareggiati. E viene spontaneo pensare al passo del Vangelo…

“rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe

e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio”

Marco 11, vers. 15-16