Lentamente muore ….. il PD

È brutto assistere a un lento e inesorabile declino. È un’idea del tutto personale ma ……. CREDETEMI è davvero reale. Sto vedendo di tutto e di più, ed ho deciso di disturbare il manovratore. Sono pratico e vengo al sodo.

Sto vedendo lentamente morire un’idea, un progetto, un’illusione. Spero di essere smentito, anzi me lo auguro, come uomo di “sinistra”.

Sento dire che c’è chi restituisce la tessera del “nuovo” partito democratico con motivazioni che hanno dell’incredibile per il “mio” partito. Non dico chi, per lasciare una primogenitura all’interessato/a, ma sono sempre disposto a farlo se necessario e con l’autorizzazione dell’interessato/a. Non di certo questo per nascondermi perché, dopo aver tirato una pietra, firmo sempre cosa scrivo.

Vedo manifesti di un solo candidato del PD e non, come da me auspicato “sia pur per le primarie”, un’immagine comune dei due contendenti, la mia idea non conta perché sono un signor nessuno.

Leggo che l’altro candidato dichiara apertamente ostilità all’interno, che chiede dibattiti e confronti pubblici non accettati con l’entusiasmo che il nuovo e l’attualità richiedono, ma tutto questo non mi sorprende più. Fa parte di un gioco non mio e, per fortuna o apertura mentale, la penso diversamente e prendo apertamente le distanze.

La ciliegina sulla torta, la leggo con le dimissioni del presidente Salomone. Per contrasti, come riportato tra virgolette sul giornale che cito testualmente …“abbiamo due diverse culture politiche e morali”.
Questo ha del sorprendente. Vada per le culture politiche, ma non per quelle “morali”.

Dette da un presidente che dà clamorosamente le dimissioni, sono parole pesanti, non trascurabili e chiedo, pur sapendo di contare poco, un chiarimento pubblico da parte del Coordinatore, garante della coalizione.

Chiederanno anche a lui, ormai ex presidente, di fare “un passo in dietro”? No magari una retromarcia.

Proporranno qualche parcheggio mai fatto, come per “la risalita meccanizzata”, in nome di un’unità ormai solo apparente? Mi sembra un modo per fare terra bruciata attorno al candidato non voluto dalla “base”.

Mi sto allontanando sempre più da questo modo di fare politica, certamente deluso e amareggiato.

Lentamente muore la mia “sinistra” o almeno quello che doveva essere il rinnovamento che mi aspettavo.

Altre dimissioni arriveranno, lo sento, e mi domando come farà il portavoce del PD a dire che nella coalizione va tutto bene, come fece in una riunione dove ero presente perché invitato.

Forse sono un illuso che credeva nella parola delle persone, e nella “nouvelle vague” politica.

Un’idea politica che
LENTAMENTE MUORE per colpa di giurassiche idee o perché, parafrasando indegnamente Pablo Neruda, il quale sosteneva “chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca o colore dei vestiti, chi non rischia, chi non parla a chi non conosce. Lentamente muore chi evita una passione ….”.

Chi, aggiungo io… ha paura di ciò che la “nomenclatura” non ha approvato, o che lo impone.

Cambiare idea è intelligenza, lungimiranza.

Divento una furia poi quando, leggendo le dichiarazioni del Sindaco Tallone, nell’intervista del 24 febbraio 2009 “….uno (Avernino Di Croce, ndr) considera la risalita meccanizzata inutile, uno spreco di risorse pubbliche e non l’ha mai votata e lo scrive nel suo volantino….”.

Mi domando dov’era quando si votava contro….. in bagno , al bar o peggio si asteneva per poter dire non l’ho votata.

Io ero presente alle sedute del Consiglio Comunale e la sua mano alzata l’HO VISTA, come quella dei consiglieri di maggioranza che nei corridoi ci dicevano “andate avanti che poi vi sosteniamo” e intanto alzavano la mano.

Mi batto e mi batterò sempre contro la risalita, ci ho messo la faccia in cortei, fiaccolate, dichiarazioni pubbliche, manifestazioni pacifiche al Castello contro l’inizio lavori, sono stato fotografato dalla DIGOS o bloccato dalla polizia in assetto, una famosa notte dove si è toccato veramente il fondo.

Mi sono battuto e con altri amici l’abbiamo gridato a tutti.

Io posso dirlo …. Lei no.

Mi dia del bugiardo o dica “ho cambiato idea” sarebbe una cosa onorevole.

Ora tutti per rifarsi verginità elettorali si dichiarano contrari. Come direbbe TOTÒ “… ma mi faccia il piacere…..”

Non parlate più di risalita oppure dichiarate pubblicamente che la fermate, si può ancora fare. Amo troppo questa Città per essere insensibile e restare a guardare.

Sempre nell’intervista al Sindaco leggo che a proposito delle primarie, gli si chiede di non candidarsi perché “la città non capirebbe” poi si sostiene che le stesse “prima sono uno strumento di democrazia, poi non si fanno perché la gente non capirebbe, poi si fanno di nuovo.” Sembra di assistere a un totale stato di confusione.

Mi viene in mente la stessa frase, “i cittadini non capirebbero”, detta in concomitanza con il referendum popolare che il “comitato no-risalita” voleva fare, per risparmiare denaro pubblico, assieme ad una consultazione nazionale.

I cittadini non sono imbecilli e smettetela di pensarlo per comodità o per paura.

Gli stessi cittadini potrebbero ribellarsi e non seguirvi più.

Fin che il Direttore di questo giornale darà spazio alle “voci fuori dal coro”, continuerò a scrivere ed a disturbare il manovratore.

La ringrazio per lo spazio che mi dedica e che mi dedicherà

Mario Menegatti