L’altra faccia della crisi. Riflessioni

Alcuni giorni fa , parlando con un  concessionario di veicoli commerciali-industriali , mi diceva che negli ultimi mesi è notevolmente aumentata la vendita di piccoli veicoli ( sotto i 50 q.li) usati/ rigenerati euro 1-2 anche euro 0, mentre è crollata la vendita di veicoli nuovi. Mi segnalava che a comprare sono o piccoli imprenditori, che non riescono più a farsi finanziare il nuovo, o sopratutto cassintegrati, precari disoccupati , extracomunitari, che acquistano, in contanti , vecchi automezzi  per riciclarsi in qualche attività, presumibilmente al nero per sopravvivire o per integrare gli ammortizzatori sociali.

I settori prevalenti sono quelli delle pulizie (condomini o privati), piccola edilizia, picccoli impianti semplici, piccoli autotrasporti-traslochi, decorazioni ecc. ecc.

Ora questo fenomeno , di cui sino ad ora nessuno parla , significa alcune cose:

  1. Aumento del lavoro sommerso , anche perchè le famiglie con difficoltà economiche cercano di risparmiare e ricorrono sempre più a servizi al nero, creando dei veri e propri canali economici alternativi simili a catene di sant’antonio
  2. Quindi minori entrate fiscali dello Stato , a fronte di una spesa crescente (sfondamento del deficit/Pil sicuro, anche perchè il Pil contabile divarica maggiormente da quello reale, già oggi sottostimato di circa un terzo )
  3. Messa in crisi della piccola imprenditoria ( quelle delle partite Iva) non qualificata, in questi settori che divengono altamente competitivi , in bilico tra lavoro regolare e lavoro irregolare con concorrenza sleale. Mi segnalano infatti che all’ ATC sempre più numerosi sono infatti i condomini che chiedono la sostituzione delle cooperative con cui l’ ATC ha un contratto per le pulizie con ditte familiari che si offrono per cifre dalle 2 alle 4 volte inferiori
  4. I redditi garantiti dagli  ammortizzatori sociali , vengono integrati al nero con queste attività, (un cassaintegrato a 800€/mese fa in fretta a fare 400-500 €/mese di reddito al nero e per ironia della sorte viene magari a disporre di un reddito reale maggiore  di quando lavorava a tempo pieno)
  5. Si instaura un vero circuito deflazionistico , perchè  i piccoli imprenditori con partita iva devono abbassare i prezzi per poter competere, o rischiano di essere emarginati dal mercato , anche perchè , in una economia in crisi, diventa difficile lavorare come fornitori del sistema delle imprese. Rimane quello delle famiglie , che in Italia , rispetto ad altri paesi hanno ancora in gran parte capacità di risparmio e quindi di investimento almeno nel settore della manutenzione e del ricambio.
  6. La crescita del sommerso , ha,  come aspetto positivo , il creare i presupposti per futuri imprenditori con partite Iva (anche se sarà difficile , culturalmente far pagare poi le tasse a chi inizia non pagandole)
  7. Risultato: la crisi, oltre a colpire  chi non è in grado di reinventarsi ed anche riqualificarsi , rischia di ricadere maggiormente sulle partite IVA dequalificate , magari le stesse che negli anni scorsi si è cercato di far emergere e che erano state a loro volta , in tempi addietro , soggetti dello stesso fenomeno economico
  8. In termini sociali e politici , ciò può creare malessere maggiore proprio tra questi soggetti, stretti sempre più tra la difficoltà del credito e la concorrenza sleale. Anche perchè queste categorie , sono poco rappresentate dalle loro associazioni e meno che mai dai partiti , ad eccezione della Lega ,  molto radicata almeno in quanto consensus (di qui anche il suo incremento elettorale). I partiti di sinistra , costituiti prevalentemente da pensionati e dipendenti pubblici o privati qualificati , mi sembrano lontani da queste problematiche , sia in termini di conoscenza che di proposta e quindi in grado di rappresentare.