La “questione risalita” è ormai indigesta

Siamo giunti, con tempi brevi, alla fase finale di tutti gli errori: il pentimento.

La vicenda della risalita meccanizzata di Rivoli è una questione ormai indigesta, che colpisce soprattutto la nuova giunta comunale, dove moltissimi consiglieri della maggioranza svicolano i discorsi inerenti all’opera con frasi di circostanza e profondo imbarazzo.

Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e forse è ulteriormente peggiorata dalla pioggia autunnale che rende tutto più triste.

Alcune verità sono incontrovertibili e il PD ne dovrà tenere conto: la città non voleva l’opera, il referendum era stato chiaro, ma si è deciso di andare avanti, assumendosi esplicitamente ogni responsabilità.

La struttura che oggi vediamo arrugginire sulla collina sventrata è di pessimo gusto, esteticamente offensiva nei confronti della storia della città e del Castello stesso, che sembra guardare dall’alto un povero essere appena abortito (senza dimenticare le erbacce che stanno crescendo attorno al rudere).

Come se questo non bastasse, la risalita non è nemmeno funzionale o utile per attirare i turisti, in numero esiguo da sempre ma che di recente stanno ulteriormente affievolendosi, nonostante che fosse stata creata proprio per fini promozionali e di visibilità della città.

Nella sostanza il tradimento si è consumato all’interno della cittadina, dove la politica non è stata in grado in ben 26 anni di esistenza del Castello, di creare un percorso turistico che investisse anche Rivoli centro e la situazione continua ancora oggi, dove non esiste un programma vero e proprio per attirare i curiosi, gli appassionati d’arte, visto che ogni offerta cittadina è completamente slegata da pacchetti viaggio o da promozioni alberghiere.

Inutile stilare i nomi dei “cattivi”, sappiamo bene chi è stato il mandante e chi l’esecutore, ora bisogna pensare al presente, ragionare sul da farsi.

L’opera va finita e gli va garantita l’esistenza che merita, anche se quest’ultimo punto non sarà facile da rispettare e temo che vedremo ulteriori scenari grotteschi che allungheranno la telenovela.

Completata la risalita sarà bene fare alcune domande alla giunta per capire bene tutta la vicenda, anche se ci saranno delle forte reticenze.

Per primo, i cittadini saranno curiosi di conoscere il costo totale del progetto, perché a questo punto le cifre vanno tirate fuori, senza scusanti o giri di parole, la città ha il totale diritto di conoscere quanto è costato quell’abominio.

Per secondo vorremmo conoscere quali prospettive porta la risalita, visto che il quadro generale non è confortante.

Infatti la zona alta di Rivoli soffre di una cronica mancanza di attrattiva, dovuta all’assenza di offerte culturali e di un piano, ancora una volta, turistico.

Senza contare il Turismovest (azienda di promozione della città), un altro punto interrogativo rivolese, che in questi anni non ha certo prodotto benefici e che anzi ha dimostrato più volte una certa inadeguatezza ad affrontare le principali sfide nel campo della comunicazione e del marketing.

Ma si sa che la colpa è di Venaria, che ha privato Rivoli della sua visibilità, così spesso sento dire da alcuni esponenti del PD rivolese.

Un’altra scusante in un mare di errori!

 

Saluti

Alessio Moitre