Gobetti e l’Italia che non si è mai tolta la camicia nera

Il 15 febbraio ricorre il 90° del martirio di Piero Gobetti, morto esule in Francia nel 1926 a neppure venticinque anni, per le conseguenze di un feroce pestaggio subito dalle squadracce fasciste a Torino.

Il suo peccato fu l’intransigenza – aveva capito subito chi era Mussolini – fedele a quella “religione dell’autonomia e del sacrificio “ che insegna il culto della dignità personale. In questo nostro strano paese, sempre aggrappato al mito dell’Uomo della Provvidenza e che di fatto non si è mai tolta la camicia nera, Gobetti è considerato uno sconfitto, ma la sua intransigenza è l’insegnamento migliore per chi non si rassegna a vivere da servo.