Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia

«La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea». Così si apre il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nella giornata dedicata alla lotta contro tutte le discriminazioni, che tutto il mondo civile celebra il 17 maggio di ogni anno.

Qui a Rivoli, pervicacemente, si continua però, dopo i fasti mediatici dello scorso anno vs. Bella ciao, con un tazebao del consigliere comunale di turno che spara a palle confusamente incatenate “contro” l’introduzione del reato di omofobia che il d.d.l. Zan vorrebbe introdurre, appellandosi – dice – alla difesa del diritto di critica che “la sinistra vuole imbavagliare” e anche, poi, perché “lo dice Platinette”.

Che esistesse una “sinistra” viva e senziente in questo paese, questo si sarebbe uno scoop, in questo caso però la questione non è né di destra né di sinistra e non se ne può più di queste grigie, rozze e tristi battaglie di retroguardia : è l’amore che fa la famiglia, indipendentemente da tutto il resto.

E’ purtroppo altrettanto dolorosamente evidente che nel nostro paese si debba ogni volta arrivare all’adozione di leggi speciali a contrasto di troppi comportamenti infami, oggi la legge Zan (non ancora in vigore però) , ieri quella sul femminicidio, a dimostrazione di quanto profonda sia la voragine culturale in cui troppi italiani sono acriticamente sprofondati.

Ciascuno deve essere libero di vivere la sua esistenza come meglio crede, nel rispetto di quella altrui, di amare chi vuole e ci si permetta, di porre termine alla propria vita, che è solo sua e di nessun altro, con la dignità propria di ogni essere umano, senza dover andare, a pagamento, in Svizzera.

Sono diritti inalienabili della persona ogni volta, ormai da decenni, elusi dalla politica con la giustificazione ci sia sempre ben altro di più urgente da fare. Ma sono importanti, non costano e non portano via tempo ai nostri infaticabili legislatori. Basta volerlo, da persone civili.

Un’ultima chiosa sul tema. Come ebbe a dire il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: “La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica. Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio”. Ecco , appunto.