Cirio e l’interruzione di gravidanza, un macabro ritorno al passato.

La Regione Piemonte di Cirio &  C.  ha adottato una circolare in materia di interruzione della gravidanza.  Le associazioni pro-vita entrano nei consultori, per  svolgervi la loro attività di contrasto alla scelta dell’aborto della donna. Non era evidentemente sufficiente la possibilità data al medico di praticare l’obiezione di coscienza, ossimoro politico per quanto riguarda la sanità pubblica, ma tant’è.

Nei consultori sarà vietato l’aborto farmacologico possibile ora solo in ospedale  con modalità di ricovero valutata dal medico e dalla direzione sanitaria.  Gli sportelli informativi pro-vita vengono attivati all’interno degli ospedali.

E’ un attacco frontale alla legge nazionale 194/1978, alla libertà di scelta della donna e alla sua dignità personale. Ricordiamo che la legge fu rafforzata dall’esito del referendum popolare  del maggio 1981 che la voleva abrogare.

E’ un ritorno ad un passato pericoloso, che potrebbe preludere in futuro a scenari oggi impensabili .

Provate a leggere il romanzo distopico di Margaret Atwood “I racconti dell’ancella”. Distopico perché descrive un mondo fantastico che potrebbe però divenire realtà.  La storia: gli  Stati Uniti sono diventati una teocrazia totalitaria, la Repubblica di Gilead, in cui le donne in età fertile sono sottomesse  totalmente e violentemente   al potere politico, che usa ogni mezzo per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi. Un incubo senza fine.

Non siamo ovviamente a questi estremi, ma questa invasione di campo della politica inquieta e non è solo cosa di oggi. I più attenti tra di noi ricorderanno un’elegante, legittima ma a senso unico, brochure (Sei incinta?… non sei sola) realizzata  anni fa dal Centro di aiuto alla vita, in collaborazione, tra gli altri , con l’Amministrazione municipale di Rivoli dell’epoca (di centro sinistra).

Per La Meridiana

Gelsomina Siniscalchi