All Out, NESSUNO dovrà sacrificare la propria dignità

La parata del Pride  è una manifestazione pubblica aperta a tutti (indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere) per celebrare l’accettazione sociale e l’auto-accettazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non-binarie e queer, dei relativi diritti civili e legali e più in generale l’orgoglio gay. La manifestazione spesso serve anche per rivendicare diritti localmente non ancora acquisiti come il matrimonio tra persone dello stesso sesso o legislazioni meno discriminatorie, più inclusive o tutelative delle persone LGBTQ+. Questo tipo di evento si svolge in moltissime nazioni del mondo, nella maggior parte dei casi con cadenza annuale e nel periodo del mese di giugno per commemorare i moti di Stonewall avvenuti a New York, momento di svolta epocale per quanto riguarda il movimento LGBTQ+ moderno.
Nelle prime ore del mattino di sabato 28 giugno 1969, a New York, nel Greenwich Village di Lower Manhattan, scoppiarono dei violenti disordini in seguito all’ennesimo raid della polizia in un bar frequentato da omosessuali e transgender, lo Stonewall Inn di Christopher Street. L’eco suscitata da quella ribellione diede forza al movimento LGBT che iniziò da allora ad acquisire maggiore visibilità e peso politico-sociale, rivendicando e spesso ottenendo maggiori diritti e maggiore rispetto.
Nel 2019, la parata di New York che celebrava il 50º anniversario dei moti di Stonewall è risultata essere il pride più numeroso di sempre, con cinque milioni di partecipanti nella sola Manhattan.
All Out è un movimento globale che lotta per un mondo dove NESSUNO dovrà sacrificare la propria famiglia, libertà, sicurezza o dignità a causa della sua identità o di quella della persona che ama. Su questi temi ha organizzato un concorso fotografico internazionale pubblicando proprio il 28 giugno la foto vincitrice per l’anno in corso.

 

la Foto

Cansu Yıldıran, Turchia (vincitrice)
“Rukan e Hejar, due attiviste per la causa curda e LGBT+, si baciano durante una manifestazione per la festa della donna a Kadıköy il 6 marzo 2021. Dopo la manifestazione, le due sono state arrestate in modo violento e detenute per 24 ore. Il successivo processo le ha condannate agli arresti domiciliari e al divieto di lasciare il paese, a riprova della rigida discriminazione imposta dallo stato turco alle donne trans e alle persone LGBT+”