E’ con la tristezza nel cuore, ma con la consapevolezza che la sua vita è stata lunga e piena, quella che Bruno Segre ha avuto dal 4 settembre 1918 (eravamo ancora in guerra con l’Impero Asburgico) al 27 gennaio 2024, data emblematica che tante volte avevamo celebrato insieme con lui, amico d’Israele ma libero di essere critico con la poltica di Netanyahu molto prima del 7 ottobre.

Conoscevo Bruno da oltre 20 anni. Si era innamorato della Meridiana e con lui la sua meravigliosa compagna Lorenza, quando re-impiantammo l’Albero della Libertà Giacobino in Piazza San Rocco qui a Rivoli.

Ebreo, dopo le infami leggi razziali del 1938, riuscì a laurearsi in legge nel 1940 con una tesi su Benijamin Constant, il fondatore del liberalismo senza però poter esercitare l’avvocatura.

Partigiano “Elio” nelle formazioni gi Giustizia e Libertà in Val Grana fu ospite delle galere di Via Asti e scampò fortunosamente alla deportazione.

Avvocato e giornalista, primo difensore degli obiettori coscienza, si battè per il referendum a difesa della legge su divorzio (compreso, novello D’Annunzio in volo su Vienna, il lancio di manifestini da un aereo su Torino in occasione di un comizio di Fanfani).

Testimone prezioso del secolo breve dalla memoria di ferro, strenuo difensore del libero pensiero, della laicità, dei valori della Costituzione Repubblicana.

Ti ricordiamo sorridente con i bersaglieri della Fanfara il XX Settembre, data altamente simbolica anch’essa, che volevi tornasse ad essere Festa Nazionale.

Addio Bruno, Esempio, Maestro e Amico di tanti di Noi.

La Meridiana sarà sempre onorata di averti avuto tra le sue fila.

Carlo Zorzi