Da “La Gazzetta del Popolo” di lunedì 25 luglio 1910

“L’on. Giolitti eletto consigliere.

Rivoli, 24 luglio 1910.

Oggi ebbero luogo le elezioni comunali parziali con notevole concorso di elettori. La lotta fu assai viva, fra le varie, troppe, liste di liberali, cattolici, esercenti e socialisti. Riuscì capolista Tommaso Negro, assessore anziano scadente e portato da tutte le liste, con voti 491. In seguito l’on. Giolitti, con voti 450 portato da tutte le liste, ma combattuto dai socialisti; Oreste Sartirana, direttore della fabbrica di lime, con voti 315; Cav. Marocco, con voti 307; Accastello (socialista), con voti 275; il Conte Antonielli della lista cattolica, con voti 249; Pessiva, con voti 231.”

 [ fonte: https://www.giornalidel piemonte.it/edizioniesta.php?testata=La%20Gazzetta%20Popolo?]

Il 31 luglio 1910 si riunisce il nuovo Consiglio comunale. I nuovi componenti (7 su 20) sono l’esito delle elezioni amministrative parziali  del 24 luglio. Presiede la seduta Giovanni Battista Rossano, in qualità di assessore anziano della giunta uscente. Verrà eletto sindaco Eligio Peyrot e la nuova giunta sarà composta  da Tommaso Negro, Giovanni Battista Rossano, Giovanni Marocco e Giovanni Plano.

Diamo ora la parola ai verbali:

“Prima di passare all’ordine del giorno il sig. Presidente porta il saluto ai Consiglieri dando il benvenuto ai nuovi eletti e confermati  nelle testé decorse elezioni, nel contempo con nobili parole fa un caldo appello alla concordia degli animi, onde dalle medesime scaturisca una fonte di benessere per la grandezza  e la prosperità della Città di Rivoli.

Un altro reverente saluto egli manda, a nome dell’intero Consiglio a S.E. Giovanni Giolitti, che da oggi fa parte dell’Amministrazione Comunale, fidente che i consigli e l’appoggio dell’illustre persona, faranno si che ogni pratica amministrativa potrà avere felice e sollecito esito….

In seguito il sig. Avv. Peyrot  comunica al Consiglio un telegramma di S.E. Giolitti col quale, dichiarandosi grato agli elettori di Rivoli per la splendida dimostrazione avuta nelle testé seguite elezioni, lieto se avrà modo di provare la sua riconoscenza”.

[fonte: Archivio storico Comune di Rivoli)]

Su venti consiglieri, due assenti: Giovanni Giolitti  e Bartolomeo Tavolada. Giolitti resterà consigliere per 10 anni, dal 15 giugno 1920 diverrà infatti per la quinta volta presidente del Consiglio e Ministro degli Interni e lo sarà  fino al 4 luglio 1921,  non candidandosi alle elezioni amministrative parziali  del 24 ottobre 2020, le ultime prima dei provvedimenti prefettizi della primavera del ‘23 che funsero da preludio  al  ventennio dei podestà. Giolitti non parteciperà mai fisicamente ad alcuna seduta del Consiglio Comunale di Rivoli ma, al di là della politica,  importante resterà il suo legame con la città, ove soggiornava nella villa Revelli in piazza Salotto, di proprietà della famiglia della moglie Rosa Sobrero. Il figlio Lorenzo Giovenale Giuseppe era morto a Chiomonte il 16 settembre 1879 in un incidente di gioco tra bambini. Aveva  7 anni e 8 mesi, come recita l’atto di morte redatto il giorno successivo da Jean Alfonso, sindaco e ufficiale dello Stato civile del Comune di Chiomonte.   Giovanni Giolitti non era ancora entrato nell’agone politico. Lo farà nel 1892, all’epoca ricopriva la carica di  Segretario generale della Corte dei Conti e, con la famiglia, risiedeva a Roma. Lorenzo era nato a Firenze. Ora riposa  nel cimitero primitivo di Rivoli, nella tomba della famiglia Sobrero.