
Sabato 20 settembre, come ogni anno, la nostra associazione ha celebrato il 155° anniversario della Breccia di Porta Pia, che nel 1870 abbatté il potere temporale del papa (all’epoca Pio IX) e avviò l’unificazione del nostro Paese con Roma capitale. Di fronte ad un pubblico numeroso e allietata dalla presenza della Fanfara dell’Associazione Bersaglieri di Torino si è svolta, patrocinata dal Comune di Rivoli e dalla Città Metropolitana, la manifestazione presso il Monumento al Bersagliere dei giardini La Marmora di via Gatti. Hanno portato il loro saluto il Sindaco della Città di Rivoli Alessandro Errigo e il vice Sindaco Metropolitano Jacopo Suppo. il presidente de “La Meridiana” ha introdotto i relatori Umberto d’Ottavio, Silvia Pareti e Carlo Zorzi preceduti dal commovente ricordo di Manuela Mancin del padre Umberto, bersagliere doc, per anni presente ai nostri incontri e da un intervento del prof. Avernino du Croce che ha ricordato il contributo importante delle chiese riformate nella vicenda che portò alla Breccia.
L’on. Umberto d’Ottavio ha sottolineato l’aspetto e l’importanza territoriale dell’incontro, che ha visto la presenza anche dei sindaci di Collegno, Alpignano ed in particolare la consapevolezza della necessità di legami sempre più stretti nella zona ovest.
La prof. Sivia Pareti ha sottolineato che riflettere sul significato storico e politico del XX settembre significa prendere atto che quella che in passato fu definita l’utopia ideale e politica della terza Roma di fatto si è trasformata in realtà proprio il XX settembre del 1870.
Utopia perché la grandezza della Roma caput mundi era definitivamente conclusa, quella della antica potenza cattolica si stava pian piano sgretolando ma quella del nuovo stato unitario era ancora al di là da venire. Quell’avvenimento è stato, oltre che il completamento dell’Unità d’Italia,soprattutto l’affermazione del principio libera Chiesa in libero Stato. Non è possibile ritenere questi avvenimenti avulsi da un contesto Europeo. La sconfitta di Napoleone III a Sedan e il conseguente abbandono di Roma da parte dei francesi hanno permesso all’esercito italiano, sotto la guida del Generale Raffele Cadorna, di dare vita alla Breccia di Porta Pia. Veniva in questo modo interrotto il potere temporale della Chiesa e lo stato italiano poteva avere la capitale auspicata dai grandi personaggi del Risorgimento. Nel luglio dell’anno successivo, il Re Vittorio Emanuele II si trasferisce definitivamente al Quirinale.
Il dott. Carlo Zorzi ha voluto tracciare un ricordo sulla figura carismatica di Bruno Segre, maestro,socio de La Meridiana e amico. Ha detto che definire quanto importante sia stata per l’associazione la sua vicinanza non è facile e lui continua a vivere nel ricordo di chi ha avuto l’onore di conoscerlo e la fortuna di essergli amico, in quanto grande, infatti, è la forza di una persona intelligente e libera. Ha ricordato Il primo incontro rivolese con l’avvocato Bruno Segre in piazza San Rocco dove “La Meridiana” aveva re-piantumato virtualmente l’Albero della Libertà giacobino. Libertà , Uguaglianza e Fraternità sempre
nei cuori.
Bruno Segre difendeva la laicità a tutto tondo, contro ogni condizionamento ideologico, morale o religioso auspicava il ritorno a Festività nazionale del XX Settembre. Credeva fermamente nella Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e le sue epiche battaglie per la legge sul divorzio e l’obiezione di coscienza e per l’affermazione dei diritti individuali.
Ha ricordato il loro ultimo incontro nel suo appartamento di via Gaidano, a Torino. Era il 22 dicembre 2023. “Come sempre vi regnava, come già prima nello studio di via della Consolata, sede anche del periodico del libero pensiero “L’incontro” da lui diretto per 70 anni, un disordine assoluto tra carte, appunti, soprammobili, libri e fotografie. Così piaceva a lui. Il destino volle che Bruno ci lasciasse proprio il 27 gennaio 2024, data emblematica. Molte volte Bruno era stato infatti presente con noi il Giorno della Memoria, che ricorda il Male assoluto di Aushwitz e che celebreremo anche il prossimo anno, perché sentiamo il dovere morale di farlo”.
Bruno Segre – ricorda Zorzi – che aveva condannato subito l’aggressione russa all’Ucraina, ricordava ogni volta il dovere di combattere la piaga dell’antisemitismo e anche che il diritto di esistere in sicurezza di Israele, soprattutto dopo la mattanza del 7 ottobre, non doveva mai prescindere da quello di contrastarne le scellerate scelte politiche e militari dei suoi leader, oggi così tragicamente evidenti a Gaza.
Il presidente Angelo Castagno ha chiuso il pomeriggio sintetizzando ancora il valore morale, storico e politico della giornata presso il monumento al Bersagliere, ove è stata collocata una corona d’alloro.





