I Re Magi: una storia milanese?

Dunque, la storia è questa: nessuno sapeva bene chi fossero questi Magi. Di quattro Vangeli, solo uno ne parlava, e lo faceva in maniera vaga. Scriveva Matteo: “Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, ecco dei magi arrivare dall’oriente a Gerusalemme”. Non diceva che erano re, non diceva che erano tre. Si suppone che ci si riferisse ai sacerdoti del culto zoroastriano iraniani, dei “maghi”, degli astrologi, appunto (non per niente seguivano una stella… che sarebbe diventata cometa solo nel medioevo, grazie all’inventiva di Giotto mentre affrescava la cappella degli Scrovegni), però anche questo creava abbastanza problemi: possibile che i primi a rendere omaggio a Gesù fossero stati dei maghi? Sant’Agostino, nei “Sermones”, arrivava a dire che i Magi erano un gruppo di stregoni malvagi giunti fino a Betlemme per CONTRASTARE la venuta del Messia… Ma insomma, non andava bene, bisognava trovare altre spiegazioni. Si iniziò a ipotizzare che fossero tre, visto che tre erano i doni che portavano (anche se in altre versioni il numero cambiava), a dire che erano di tre razze diverse, o di tre età diverse, così da trasformarli in simbolo dell’umanità che si inchinava davanti a Gesù… E a forza di discutere passarono più di mille anni. Finché non arrivò lui: l’imperatore Federico Barbarossa. Federico aveva uno scopo nella vita: dare il benservito al papa. Aveva bisogno che l’autorità imperiale fosse considerata santa quanto quella papale. Cosa ci poteva essere di meglio di una buona storia? Tanto per dire: se si fosse dimostrato che i primi a stare a tu per tu con il Salvatore erano stati… dei RE? Voilà. Guarda caso, quando nel 1162 il Barbarossa conquistò Milano, trovò nel piccolo cimitero della chiesa di Sant’Eustorgio tre corpi mezzo mummificati, e gridò al miracolo: erano loro! Erano i TRE RE MAGI! Prese i cadaveri e li portò, con una solenne processione, fino a Colonia, che da allora divenne un fiorentissimo centro di pellegrinaggio. Ed è lì, nella grande cattedrale, in una grande teca d’oro, che tre sconosciuti e poveri milanesi qualunque riposano da quasi mille anni, venerati con il nome di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, re magi. Dedicate a loro la Befana.