Becket e il suo TAV

Ricordate la storia del conflitto tra Enrico II d’Inghilterra e Thomas Becket, suo amico e compagno d’avventure, che lo stesso re aveva nominato arcivescovo di Canterbury nella convinzione di avere un tranquillo e docile esecutore dei suoi voleri? Una volta investito della carica Thomas aveva però ritrovato, nella dignità del ruolo, il rispetto di se stesso, arrivando allo scontro con Enrico II che lo avrebbe fatto uccidere nel 1170.  Nella trasposizione cinematografica “Becket e il suo re” dirretto da Peter Glenville (GB 1964) , Thomas era interpretato da Richard Burton ed Enrico da Peter O’ Toole.

Ci è venuta in mente la figura di Thomas Beckett leggendo le ultime dichiarazioni del senatore Stefano Esposito, al quale, fuor di metafora, auguriamo ovviamente una vita lunga e felice. La TAV è sempre stata il suo re, da lui difesa a spada tratta in ogni dove, senza se e senza ma. Ora , il parlamentare torinese del PD afferma che se, come pare, i costi dell’alta velocità Torino – Lione sono già lievitati in partenza dai 2,7 miliardi preventivati  a ben 7 (sette), egli stesso chiederà al Governo di rinunciare all’opera, che peraltro molti hanno sempre giudicato inutile e dannosa.

Vedremo cosa succederà naturalmente, ma se il nostro Stefano è stato veramente colpito dalla sindrome di Becket sarà estremamente interessante seguire gli sviluppi della vicenda.