Assicurazioni: una vergogna tutta italiana

A breve, se non staremo attenti a cosa firmeremo nei contratti assicurativi, potremmo avere la sgradita sorpresa di ritrovarci, come hai bei vecchi tempi pre-Bersani, legati mani e piedi allo stesso contratto e allo stesso assicuratore per molti e molti anni (cinque almeno). Se non siamo stati attenti o se ci siamo fidati troppo di chi ha fatto firmare la polizza, non potremo opporre nessuna motivazione per ottenere una disdetta del contratto, ma dovremmo obbligatoriamente pagare fino al quinto anno, anche se nel frattempo la Compagnia assicuratrice ci ha fornito un pessimo servizio o le nostre possibilità economiche di proseguire quel determinato contratto sono venute meno.

Infatti la X Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica, nella seduta del 21 aprile 2009, nella discussione sul DDL n. 1195, ha approvato l’emendamento 12.1 che di fatto “blinda” i contratti assicurativi poliennali ad una durata minima di 5 anni, incurante della libertà economica degli italiani di poter decidere e cambiare liberamente la polizza qualora non ne fossero contenti (come invece succede in tutti gli altri stati civili di Europa e Mondo). La X Commissione sta facendo ritornare, con questo maldestro colpo di spugna sul Decreto Bersani, l’assicurato un suddito indifeso di fronte allo strapotere delle lobby economico-finanziarie e sta limitando ignobilmente la libera concorrenza del mercato delle polizze.

Inoltre, per beffarda ironia, il DDL n.1195 che ha come titolo “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”  spaccia per miglioramento cosmopolita questa grave ed inutile lesione dei diritti dei più deboli, di coloro che non si sanno difendere dagli sciacallaggi quotidiani di Banche e Assicurazioni. Le nostre imprese assicurative, protette dallo Stato oltre la decenza, all’estero da sempre sono costrette a mettersi in concorrenza e distribuire contratti di durata annuale. Il decreto dal titolo ingannevole, così facendo non tutela certo lo sviluppo internazionale delle imprese, ma soltanto interessi nostrani.

Nella nuova versione del DDL n.1195, pronto per essere confermato dall’aula del Senato, si legge infatti:

2-bis. Al primo comma dell’art. 1899 del codice civile, il secondo periodo è sostituito dal seguente: L’assicuratore, in alternativa ad una copertura annuale, può proporre una di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale. In questo caso, se il contratto supera i cinque anni, l’assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con effetto dalla fine dell’annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata.

2-ter. Le disposizioni di cui al comma 2-bis si applicano ai contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge“.

Un chiaro azzeramento del Decreto Bersani, che tanto giovamento ha portato alla concorrenza nel settore, e tanto nocumento alle tasche delle imprese più blasonate e protette, che fin dal primo momento l’avevano mal digerito.
La cosa davvero ridicola, leggendo attentamente l’emendamento, è che non dice quanto deve essere lo sconto minimo da applicare al contratto perchè rientri nella normativa, autorizzando di fatto le Compagnie a vendere contratti poliennali allo stesso costo dei contratti annuali, diminuiti magari di qualche centesimo, pari allo 0,001% del contratto originario. Fumo negli occhi, palese, per reintrodurre vincoli al mercato ormai inuti e superati, e una restaurazione manovrata per riempire i forzieri dei magnati della finanza a garanzia di future battaglie politiche comuni.

Questa piccola piaga sociale, voluta sia dalle lobby di destra che di sinistra, egualmente interessate, passerà inosservata ai media, alla stampa e a tutte le opposizioni politiche, troppo intente a difendere i giardinetti del consenso che conta.

Se il DDL n.1195 sarà convertito in Legge, come è probabile, a noi della redazione rimarrà la magra consolazione di aver messo in guardia i nostri lettori, con la immodesta speranza che davanti ad un contratto assicurativo incomprensibile non vengano abbindolati dalle sirene fittizie dello sconto.
Tengano presente i lettori che, in ogni caso, questo sconto “legislativo” sarebbe stato praticato loro nella stessa misura di quello proposto, se ci fosse stata più concorrenza, mantenendo il contratto fluido ed annuale.

La concorrenza comunque potrà continuare a esserci, se l’assicurato non si fa “fregare”.

Se un “assicuratore” vuole fare soltanto un contratto poliennale, ci sarà sempre un altro concorrente disposto a fare lo stesso contratto annualmente, al prezzo praticato dal primo, per il contratto quinquennale/decennale.  Così funziona in Italia.
Basta cercare il contratto giusto.