I cittadini rivolesi qui sotto segnati reputarono che l’effigie di Giovanni Giolitti fosse posta nel Municipio come ricordo delle opere sue propizie per questa città , come testimonianza della pubblica riconoscenza.

Provvidero all’uopo: i fratelli Oreste e Pompeo Catella e lo scultore Emilio Musso Valerio.

La città, con deliberazione del 28 agosto 1913 accolse il dono che fu collocato il 16 novembre 1913.

Eligio Peyrot                                                                              

Paolo Boselli

[fonte: Archivio storico Comune di Rivoli)]

12 luglio 1929 (VII dell’Era fascista)

A S.E. IL PREFETTO DI TORINO

Busti a Giovanni Giolitti ed a Paolo Boselli

Sulla facciata di questo Palazzo Comunale sono collocati due busti, con relative lapidi, dedicati a Giovanni Giolitti ed a Paolo Boselli ed inaugurati rispettivamente negli anni 1913 e 1914.

Per quanto riguarda il busto di Paolo Boselli ritengo che la conservazione nel posto attuale non possa dare motivo ad obiezioni.

E’ dubbio invece poter dire altrettanto per il busto di Giovanni Giolitti, anche se la conservazione siasi sino ad oggi mantenuta e ciò essenzialmente per riguardo al di lui figlio, Prof. Ing. Federico, a cui fa capo la Società An. FILP (Fabbrica Italiana Lime di Precisione), che da lavoro in Rivoli a circa 1000 operai.

Vi sarò grato, Eccellenza, se vorrete cortesemente impartirmi disposizioni al riguardo.

IL PODESTA’

[fonte: Archivio storico Comune di Rivoli)]

12 agosto 1929 (VII dell’Era fascista)

A S.E. IL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI TORINO

Busto a Giovanni  Giolitti ed a Paolo Boselli

Facendo seguito a mia lettera del 29 luglio u.s., mi pregio comunicare che i busti in oggetto sono collocati all’estremità destra della facciata del Palazzo Municipale.

La lapide a Giovanni Giolitti porta la seguete dedica:

“ A Giovanni Giolitti – Per affetto per opere – Per unanime voto Consigliere Comunale – Municipio e popolo – Dedicarono  perenne ricordo – A testimoniare – Che lo Statista insigne – Mentre sollevava gli spiriti Nazionali – Con la libertà con la gloria – Qui promuoveva – L’avvento di nuove fortune – XVI Novembre MCMXIII”

IL PODESTA’

[fonte: Archivio storico Comune di Rivoli)]

Si tratta di veline  non firmate conservate nell’archivio storico attribuibili a Ugo Sartirana.

L’ing. Ugo Sartirana nel 1927 viene infatti nominato podestà di Rivoli. Lo resterà fino al 4 febbraio1935 quando diverrà podestà di Torino (fino al 15 giugno 1938). Gli subentrerà l’ing. Carlo Zunino, che il 22 ottobre 1943 rassegnerà le dimissioni “per motivi professionali”, sostituito dal  Commissario prefettizio Roberto Rossini nominato dal Capo della provincia Zerbino il 28 ottobre 19

La FILP (Fabbrica Italiana di lime e utensili)  viene fondata nel 1924 dal prof. Federico Giolitti (1880 – 1946), quinto dei sette figli di Giovanni Giolitti avuti da Rosa Sobrero: Giovenale, Enrichetta, Lorenzo, Luisa, Federico, Maria, Giuseppe. Rosa Sobrero era la nipote di Ascanio Sobrero , inventore della nitroglicerina.

La FILP assorbe la  rivolese FILUT aperta da Oreste Sartirana nel 1906 e avvierà la propria attività a Cascine Vica.

Immagino che Ugo Sartirana (classe 1901) fosse  figlio di Oreste. Se così fosse  si comprende meglio il tono imbarazzato delle sue note.

Resta il fatto che i due busti scomparvero (c’era anche quello di Boselli), presi?, distrutti? da chi e quando è stato dato capire, non essendosi trovate  tracce documentali (soprattutto la risposta eventuale del prefetto)  nell’archivio storico di Rivoli.

Ma chi era Boselli?

Paolo Boselli era nato l’8 giugno 1838 a Savona. Eletto deputato nel 1870 nelle file della Destra storica. Ministro della Pubblica istruzione nel governo Crispi, sua fu la legge del 21 settembre 1888 che sostituì con le “nozioni dell’uomo e del cittadino” l’insegnamento religioso che veniva impartito soltanto ai figli dei genitori che ne facevano esplicita richiesta. Caduto il Governo Crispi nel 1896, dopo la disfatta di Adua,  tornò ad essere un semplice deputato  ma venne poi chiamato a fare il ministro del Tesoro nel gabinetto Pelloux.

Eletto nel Consiglio provinciale di Torino, ai primi del ‘900, divenne presidente dell’Accademia delle Scienze di Torino nel 1910. Interventista nel 1915 , nel 1916 fu nominato presidente del Consiglio, rimanendo in carica fino al 30 ottobre 1917. La sconfitta nella battaglia di Caporetto lo travolse politicamente  per la  fiducia totale da lui sempre data  al generale Cadorna, primo responsabile di quella disfatta.

Duro il giudizio dello storico Giorgio Candeloro sul personaggio:

Boselli era un personaggio decorativo assolutamente incapace di dare al governo un’impronta personale. Luigi Albertini, ricordando dopo molti anni di avere pubblicato sul Corriere della sera subito dopo la formazione del governo Boselli un articolo in cui esprimeva la sua fiducia nel nuovo governo, osservò “Scrivevo così, per quanto, avendo avvicinato più volte durante la crisi Boselli, avessi riportato ben penosa impressione dell’uomo che nel discutere scivolava via senza che si riuscisse ad afferrarne il pensiero, perché non aveva un pensiero ben definito…”

Boselli aderì al fascismo e approvò i Patti lateranensi.

Morì a  Roma il 10 marzo 1932. E’ sepolto al Cimitero monumentale di Torino.