Dopo l’imbarazzante, inopportuna e ingiustificabile parentesi verificatasi nella scorsa legislatura, dall’inizio di quest’anno (giusta deliberazione della Giunta comunale n. 284 del 5.12.2024) l’Amministrazione comunale è rientrata dell’alveo dei comuni c.d. giolittiani (Dronero,Cavour, Mondovì, Cuneo, Rivoli e, da poco, Bardonecchia), quelli cioè in cui nacque, si formò politicamente, operò, villeggiò, visse con la famiglia e morì l’illustre statista piemontese, personalità politica di valore assoluto nei quaranta anni che vanno a cavallo dei secoli XIX e XX e interprete di quella che, dal 1901 al 1914 viene definita l’età “giolittiana”, appellativo riservato alla singola persona, unico nella storia del nostro Paese.
“La Meridiana” , anima del convegno organizzato in occasione dell’80° della morte di Giolitti nel febbraio 2008, svolse da subito la funzione di pungolo, di trait d’union con le istituzioni che portò finalmente l’Amministrazione di Rivoli a porre la sua attenzione prima e ad adottare poi i conseguenti atti amministrativi, formalizzati con la deliberazione della G.C. n. 297 dell’11 settembre 2008 di “Adesione al Centro studi Giovanni Giolitti”.
Serata preziosa quindi quella dello scorso 9 ottobre nella rinnovata sala convegni del Conte Verde in via Piol con l’intervento del Sindaco Alessandro Errigo, che ha ribadito l’impegno della sua amministrazione, anche in vista delle celebrazioni che ci saranno in occasione del centenario della morte di Giolitti nel 2028, impegno che è stato condiviso e ribadito nell’intervento di Angelo Castagno, presidente de “La Meridiana”.
Successivamente, il segretario del “Centro Europeo per lo studio dello Stato Giovanni Giolitti”, Leonardo Crosetti, che in sala ha rappresentato il presidente Paolo Bersani, influenzato, ha illustrato il programma operativo del Centro.
Il direttore scientifico Pierangelo Gentile, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino ha tratteggiato brevemente , con chiarezza e di fronte ad un pubblico attento e partecipato, la figura dello statista di Dronero, campione del liberalismo, deciso neutralista prima della Grande Guerra, da lui giudicata inutile. Giolitti fu poi forse l’unico politico di spessore ad opporsi all’ingenuità aventiniana, quando dopo il delitto Matteotti praticamente tutta l’opposizione abbandonò il Parlamento, rinunciando così allo scontro politico diretto con Mussolini. Scrive Giolitti: ”Se i deputati dell’Aventino fossero rimasti nell’aula a compiere fieramente il loro ufficio … probabilmente le rivoltelle avrebbero sostituito le votazioni … ma si sarebbe determinata quella crisi che avrebbe probabilmente risolto la situazione”.
L’aspetto più propriamente “rivolese” di Giovanni Giolitti è stato illustrato, a nome dell’associazione, da Carlo Zorzi, con la collaborazione di Rinaldo Ambrosia, dell’Unitré di Rivoli che riportiamo a parte: tratta la sua elezione a consigliere comunale nel 1910, gli atti amministrativi cittadini che lo riguardano, la sua permanenza nella nostra città, il grave lutto che aveva colpito la famiglia con la morte del suo bambino, sepolto nel cimitero di Rivoli.