
Giovedì 30 gennaio, presso la sede de “la Meridiana” in piazza San Rocco 6 a Rivoli , si è ricordata, ad un anno dalla morte, la fulgida figura di Bruno Segre, morto proprio, emblematicamente, il 27 gennaio del 2024, Giorno della Memoria, ricordato come da tradizione dell’associazione presso la lapide di via Capra 7, dedicata al Giusto fra le Nazioni Vincenzo Barale.
Prima di procedere alla proiezione del docufilm , prodotto dall’ANPPIA (Associazione Italiana Perseguitati Politici Antifascisti – presente il presidente Boris Bellone e diretto con passione civile e professionalità da Andrea Galafassi su questo indomito campione della libertà di pensiero e della laicità, il prof. Piero Leonardi ha letto con la bravura che lo connota un ricordo scritto dallo stesso Segre di mons. Barale, nel 1944 entrambi e contemporaneamente ospiti nella bolgia infernale della Caserma fascista Lamarmora di via Asti, sede della polizia politica della Repubblica sociale, insieme, prigione , sala torture e luogo di esecuzione sommaria di partigiani.
La giovane assessora alla pace e ai diritti del Comune di Rivoli, Dorotea Gribaldo ha portato i saluti dell’Amministrazione.
Il film di Galafassi consente di sentirsi avvolti, di respirare lo spirito libero di Bruno Segre, la sua libertà così totalizzante, che resta nel cuore di chi l’ha conosciuto. Paradigmatico il dialogo bellissimo nella pace di Pradleves, in Val Grana, ove Segre fu partigiano di “Giustizia e Libertà, tra Bruno e Gastone Cottino, giurista, partigiano e politico, che morì ventitré giorni prima lui a quasi 99 anni. E’ insieme una lezione di storia, un testamento politico, un afflato di cultura (quella alta), un lascito di etica morale che, si creda, fa bene al cuore. In sintesi : due giganti che si parlano in un mondo di nani, voltagabbana e opportunisti, nel quale ci troviamo immersi.
Al termine della proiezione la giornalista Maria Grazia Toma, collaboratrice di Bruno e scrittrice ha annunciato la prossima uscita del suo libro “”BRUNO SEGRE – Avvocato delle Libertà” Ed. Raineri Vivaldelli e Spartaco, figlio di Bruno, ha ricordato con commozione il padre e ringraziato i tanti amici presenti in sala per la vicinanza.
L’artista Massimo Nebiolo ha donato all’ANPPIA l’originale del suo disegno del primo piano stilizzato di Bruno Segre della locandina del docufilm e il socio Michele Romanelli ha infine fatto, a nome de “La Meridiana” dono agli ospiti dei suoi piatti intarsiati. Alessio Vigliotti ha presentato la tshirt realizzata con la stessa immagine. Sarà un obbligo morale dei soci indossarla e fare tutti insieme una foto in onore di un uomo che la storia non l’ha solo vissuta (e a lungo) ma l’ha anche fatta.





