Il 2 luglio 1944, nel Colle del Lys, località a scavalco tra i comuni di Rubiana e Viù, 26 partigiani della 17a brigata Garibaldi “Felice Cima”, tra cui molti giovani cremonesi vennero catturati durante un rastrellamento, seviziati, torturati e fucilati dai nazifascisti.

Nel 1954 era stata lì eretta una torre a ricordo dei 2024 caduti partigiani e civili delle valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone. Negli anni ’90 dello scorso secolo nasceva formalmente  il Comitato Resistenza Colle del Lys, associazione con lo scopo di perseguire gli ideali di Libertà, Giustizia e Pace e con l’obiettivo di  organizzare la manifestazione al Colle (la prima domenica di luglio di ogni anno), collaborare alla gestione dei patrimoni culturali ed educativi legati alla lotta di Liberazione, organizzare manifestazioni, convegni, iniziative didattiche per valorizzare il contributo dato dal movimento partigiano e antifascista, raccogliere e curare documenti e pubblicazioni riferiti alla Resistenza. Lo statuto prevede inoltre  la partecipazione all’associazione di tutti i resistenti, delle istituzioni democratiche, di altre associazioni culturali, scolastiche e sociali e dei cittadini che si impegnano nel perseguire gli ideali della Resistenza.

Il 2 luglio 2000 veniva inaugurato l’Ecomuseo della Resistenza, che comprende, in vecchia casa cantoniera dismessa dalla provincia, la sede museale, la Torre, il Giardino della Pace, l’Area della Fossa comune e i Sentieri della Memoria.

Fernanda Dalmasso, donna intelligente, mite, razionale ed  empatica è stata attiva all’interno del Comitato Resistenza Colle del Lys dalla sua fondazione, braccio destro indispensabile dello scalpitante presidente Carlo Mastri cui succedette alla scomparsa di questi nel 2006 e al quale è stato intitolato l’Ecomuseo.

Instancabile il suo lavoro di conservazione puntigliosa della memoria degli eventi e dei protagonisti  del periodo tragico ed eroico 1943-45,  Fernanda non si risparmiò mai nell’impegno continuo, nelle scuole e nelle istituzioni, a far conoscere ai giovani  il valore della Resistenza ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro, alla difesa della Costituzione repubblicana, in parte inapplicata e sempre sotto il tiro dei sui odiatori.

Fernanda era amica sincera  de “La Meridiana”, di cui apprezzava la il comune sentire syulle tematiche sopra descritte e “La Meridiana” intende ricordarla, con affetto e riconoscenza e con un piccolo aneddoto: gravemente malata, curata amorevolmente dagli operatori dell’Hospice San Luigi, ricevette il 31 dicembre 2024 la visita di Carlo Beltramino, che le portò i saluti dell’associazione e un dolce dono. Dopo qualche ora Carlo  ricevette da Fernanda  una mail che recitava testualmente: “Buonissime le bignole, grazie anche dalle infermiere che le hanno molto gradite. Buon 2025!!!” . Fu questo, probabilmente, l’ultimo documento da lei scritto.

Il 9 gennaio Fernanda è morta. Chi l’ha conosciuta la ricorderà sempre con affetto e riconoscenza; la sua difesa continua e appassionata dei valori di democrazia e  libertà incardinati nella Carta costituzionale del 1948  resta di per sé un valore aggiunto, che rende oggi orfana la città di Rivoli.