Tantissimi rivolesi, specie i residenti in quello che rimane ancora di vivo nel centro storico hanno sentito l’obbligo morale di andare a rendere, in questo dicembre senza neve, un riconoscente omaggio alla sig. Ivana Zanellato ved. Siviero e al figlio Paolo, per aver presidiato e garantito al pubblico per oltre mezzo secolo un servizio fondamentale qual è sempre stata in ogni parte del mondo la panetteria, la nostra allocata in quello che per noi resta il luogo più importante e più altamente simbolico della città, la vecchia piazza del Mercato, poi del Municipio, dedicata nel dopo- guerra a Giacomo Matteotti. In quella piazza per secoli infatti aveva avuto sede il potere civile e giudiziario della città. Sotto l’arco che immette nell’attuale via Roma vi era poi uno degli antichi accessi a Rivoli da ovest , la Porta Media Noctis. Il 21 dicembre 2024 il negozio ha chiuso per cessata attività.

Qui a metà del secolo XVIII il sig. Gioanni Lorenzo Tenivella con atto notarile rogato il 22 ottobre 1759 , poi perfezionato il 27 settembre 1761, cede per “lire tremilatrecento del Piemonte” al sig. Lorenzo Capello, “figlio emancipato del vivente Filippo” un “corpo di casa … nel cantone di piazza contenente una Bottega riguardante sulla piazza pubblica del mercato (…) con una stanza e andito al piano terra, con altra stanza superiormente a detta bottega, ed altra al di sopra della suddetta, oltre una stalla, finaggio e crotta”.
Due atti che specificano, in modo dettagliato, minuzioso e impositivo obblighi e penali in caso di inadempienze delle parti, redatti dal regio notaio presso “una delle camere al primo piano della casa propria del sig. Giuseppe Ferrero (…) posta nella contrada detta La Piazzetta sotto la Parrocchia della Collegiata nella chiesa detta della Vergine Santissima della Stella” (l’attuale p. Bollani).
Proviamo a pensare adesso a quanto possa essere accaduto svolgendo idealmente il nastro temporale di fronte all’ingresso della panetteria della piazza del mercato nei due secoli che vanno dalla gestione Capello a quella dei Siviero, e in mezzo a loro delle tante famiglie che gestirono nei secoli questo servizio: guerre (con i francesi ovviamente) , la paura (per pochissimi l’auspicio) della rivoluzione, la normalizzazione napoleonica, la restaurazione, le guerre d’indipendenza, la nascita dell’Italia, le guerre coloniali, quelle mondiali, il fascismo, l’occupazione tedesca, i lutti, la resistenza, la repubblica democratica. Tre quarti di questo viaggio durato quasi duecento anni con i Savoia sempre protagonisti nel bene e nel male fino al 1946. Pensiamo ora all’impegno profuso dalla famiglia Siviero dal 1972 nella gestione della “bottega” di piazza Matteotti, a Dario morto prematuramente a soli 46 anni nel 1982, e soprattutto a sua moglie Ivana e poi al figlio Paolo, che tanti ricordano sfrecciare tutti i giorni in bicicletta con il suo zaino a recapitare al domicilio dei clienti il pane e agli orari impossibili per farlo, il pane.

Questa nostra città, come tutte le altre, noi cittadini abbiamo bisogno di esempi positivi. Questo lo è, per tutti ( nelle foto quella risalente alla gestione della fam. Borgis nel 1893 fornita da Paolo Siviero).

