Nel 1978 il Castello di Rivoli, un tempo splendido ma ormai ridotto a rudere, avvia un processo di recupero che culmina nel 1984 con la sua trasformazione nel primo Museo d’Arte Contemporanea in Italia. La svolta arriva grazie all’impegno della Regione Piemonte, spinta a intervenire dal crollo di una volta al secondo piano. Il Castello, costruito sulle rovine di un maniero medievale e arricchito nei secoli da interventi barocchi di Castellamonte e Juvarra, era stato abbandonato dopo la Seconda guerra mondiale.

Un Restauro Visionario

Dal 1979 al 1984, il giovane architetto Andrea Bruno guida il restauro con un approccio innovativo, integrando strutture moderne in acciaio e vetro con l’architettura settecentesca. Tra gli interventi più iconici, una scala sospesa e la riconversione della seicentesca Manica Lunga, oggi dotata di servizi moderni.

La Collezione e le Mostre Iniziali

Alla sua inaugurazione, il museo non dispone ancora di una collezione. Dopo un confronto con il marchese Panza di Biumo, noto collezionista, si opta per una strategia più ambiziosa: creare un centro per artisti viventi. La mostra inaugurale, Ouverture del direttore Rudi Fuchs, propone una selezione di opere nuove e recenti di artisti come Penone, Pistoletto e Vedova, distribuite nelle 33 sale del Castello.

Evoluzione e Consolidamento

Negli anni ’90, sotto la direzione di Ida Giannelli, il museo definisce la propria identità, concentrandosi su Arte Povera e Transavanguardia, accogliendo opere di giovani artisti come Cattelan e Beecroft. Con il tempo, le successive direzioni rafforzano la collezione e ampliando il focus a una visione globale e a tematiche contemporanee, tra cui scienze, politica e nuove tecnologie.

Celebrazioni e Nuovi Progetti

Nel 2024, per celebrare il quarantennale, il museo ospita una riedizione della mostra Ouverture, adattata al XXI secolo. Parallelamente, il progetto Castello Incantato trasforma il terzo piano in uno spazio dedicato ai bambini, promuovendo l’arte come strumento educativo e sociale.

Oggi il Castello di Rivoli continua a essere un punto di riferimento per l’arte contemporanea, con una collezione che dialoga con il passato e guarda al futuro.