Oggi, sabato 10 febbraio S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia verrà tumulato nella cripta dei re di Sardegna nella reale basilica di Superga. Un ritorno alle origini dopo tanti anni di esilio.
Ebbene si la Valle di Susa fu la culla di una delle dinastie più antiche d’Europa.
Tutto partì da Susa con la contessa Adelaide che sposò Oddone di Savoia e permise a questo casato di affacciarsi al Piemonte e scalzare poi gli Arduinici.
Come non ricordare il conte Rosso e il conte Verde?
Le sepolture dei principi alla Sacra di San Michele ed il forte legame di questa famiglia con il nostro territorio?
La gloriosa battaglia dell’Assietta che fermò i francesi e che oggi viene ricordata con la festa del Piemonte.
Spesso Vittorio Emanuele II si recava in queste zone ed in Valsangone per le sue battute di caccia ma ben pochi lo riconoscevano.
Era tradizione per i principi di Piemonte di salire almeno una volta in cima al Rocciamelone.
In vetta un busto bronzeo ricorda il re Vittorio Emanuele II soprannominato bonariamente “barba Toiu”.
Nel 1673 un tale Giacomo Gagnor di Novaretto per evitare la fatica dell’ascensione al duca Carlo Emanuele II trasportò il trittico in punta al Rocciamelone fino al castello di Rivoli dove la famiglia reale soggiornava.
Spesso Umberto II e Maria Jose novelli sposi e principi di Piemonte facevano delle veloci fughe in valle.
Venivano a mangiare alla Giaconera oppure a sciare in alta valle.
A Vaie, salendo verso il Follatone il cavallo di Umberto si azzoppò e dovette essere soppresso. Una famiglia conserva gelosamente la sedia su cui riposò il principe.
La regina Maria Jose nelle sue ultime volontà desiderarava un coro alpino alle sue esequie. E allora il principe Vittorio Emauele si rivolse prorio al nostro coro Alpi Cozie allora diretto da don Walter Mori.
Questa è la storia di una dinastia e della nostra valle.

Cit. Valsusa a Piedi