[vc_row][vc_column][vc_column_text]Quando a un pregiudicato, condannato per reati gravi e socialmente odiosi, espulso dal Parlamento, con un residuo di pena ancora da scontare, viene consentito di presentarsi alla nazione, auspicare, avvertire, indicare, conferire con il Capo dello Stato al Quirinale e  fare da qui, con i Corazzieri alle spalle, pubbliche dichiarazioni di fronte al paese, senza che nessuno abbia  nulla a che ridire, beh, c’è qualcosa di oscuro e sinistro  nelle nostre istituzioni. Va bene  la real polititik, ma ci sono limiti invalicabili alla decenza pubblica. Il partito di quel pregiudicato, presente in Parlamento e che ha ovviamente e legittimamente il diritto di svolgere  la sua azione politica, doveva essere rappresentato da altri. Lo spettacolo del 15 febbraio apre l’ennesimo vulnus democratico.

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