L’intesa del 2 ottobre

A domanda non risponde

Soddisfatto, Presidente,

d’aver dato a un delinquente

un aiuto settennale,

concedendo al criminale

mille ed una scappatoia?

D’aver, per paura boia,

consentito a un mascalzone

di stuprare una Nazione?

D’aver fatto di un bandito

l’alleato riverito

nel governo a larghe intese?

D’aver spinto il suo Paese

al disastro più sicuro

nel trattar questo figuro

come fosse uno statista?

D’aver fatto di un artista

degli inganni e dei ricatti

l’uom col quale fare patti?

Inquietante Berlusconi?

Presidente, ci perdoni,

ma lo scopre solo adesso

sol perché i lacché ha dimesso?

O, da vecchio comunista

che di sozzeria ne ha vista,

se n’è mitridatizzato

e allo schifo si è avvezzato?

O negli ultimi trent’anni

non ha visto che d’inganni,

evasione e corruzioni

è campione Berlusconi?

Non lo ha letto sulla stampa?

Forse in riva al Lete campa,

occhi e orecchi ben tappati

come fan certi primati?

Si è scordato di Bettino,

socialista birichino,

che ha salvato a Berlusconi

le sue tre televisioni,

foraggiato con dovizia

per beffare la Giustizia?

L’altro giorno da Stefania,

che da sempre la dilania,

Lei fu timido e silente,

il sodal di un delinquente.

Non ritiene che il caimano,

visto che Napolitano

fece già tanto per lui,

si sia illuso, in tempi bui

di sentenze decisive,

Lei mettesse sul chi vive

chi lo deve giudicare?

E’ difficile pensare

che chi vuol le larghe intese

con un malfattor palese

non capisca che il birbone

farà la rivoluzione

ove la condanna arrivi?

Pur essendo comprensivi

per la sua avanzata età,

il dilemma è questo qua:

o lei è tanto sprovveduto

che al miracolo ha creduto

di un caiman che, condannato,

si dimette dal Senato

o ha promesso al galeotto

un tombal salvacondotto,

sottinteso o manifesto,

che lo dichiarasse onesto.

Poi la cosa è andata male.

Nei due casi al Quirinale

Lei per certo non fa onore.

Lasci il posto a un successore!”

Carlo Cornaglia

(2 ottobre 2013)