Il primo pensiero di un consiglio di inquisiti: i vitalizi

(dal blog “Riflessioni e commenti di don Franco Barbero”)

IL PRIMO PENSIERO: I VITALIZI

La Regione Piemonte vota sì al bilancio , ma prima passa la norma sui vitalizi.
Con un emendamento presentato dal centrodestra e votato solo da un pezzo della maggioranza la Regione Piemonte guidata da Roberto Cota ha approvato una norma che consente ai consiglieri di riscattare da subito i contributi previdenziali già versati, rinunciando ai vitalizi futuri.
RECUPERO DEI CONTRIBUTI – I consiglieri che lo vorranno potranno dunque riprendersi subito i contributi versati rinunciando al vitalizio futuro che scatterebbe al compimento dell’età pensionabile. La norma, sulla quale le opposizioni hanno espresso voto contrario, ha valore retroattivo: rende possibile il riscatto anche dei contributi versati nelle passate legislature. Il tutto è avvenuto prima di approvare il bilancio preventivo della Regione, discussione andata a buon fine e che si è protratta per oltre dieci ore: all’accordo di è arrivati dopo la mezzanotte tra venerdì e sabato. Va ricordato che una quarantina di consiglieri (tutti della maggioranza) sono indagati nell’inchiesta «spese pazze». Ed è proprio qui che va cercata la motivazione di tanta urgenza in questo voto per «salvare» le pensioni: la Corte dei Conti potrebbe presto chiedere un risarcimento delle spese pazze . Inoltre si sa che gli eletti della nuova assemblea regionale non avranno più vitalizio, ma non è da escludere che la riforma possa essere retroattiva.
LA POLEMICA – La scelta di votare i vitalizi in un momento tanto delicato (sia per l’inchiesta in corso, sia per l’annullamento delle elezioni regionali deciso dal Tar) è stata ritenuta «inopportuna» non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni consiglieri di maggioranza. La Lega, cui fa capo il presidente, non ha sottoscritto l’emendamento. «Era il momento meno opportuno per fare questa discussione» ha detto il capogruppo leghista Mario Carossa. «La maggioranza – ha commentato il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna – si è concentrata su una misura di cui non si coglie l’urgenza, nonostante lo stesso presidente del Consiglio, Valerio Cattaneo, avesse chiesto di soprassedere. Il fatto che l’unico emendamento del centrodestra sia stato sui vitalizi, la dice lunga su quali siano le sue reali priorità». L’operazione non sarà certo senza conseguenze per le casse della Regione: si calcola una spesa tra i 7 e i 15 milioni. «Si tratta in realtà di un provvedimento a costo zero che consente di rinunciare al vitalizio – puntualizza la portavoce di Roberto Cota – non vi è alcun aggravio per la Regione. In futuro ci potrebbe, anzi, essere un vantaggio per le casse regionali con la possibilità di evitare di staccare assegni mensili da 3 a 6 mila euro lordi al mese. Il che equivale, secondo il calcolo del M5S, a circa 62,5 milioni su 30 anni. Certo, ci sarebbe un esborso immediato legato alla restituzione di quanto già versato».
Cristina Marrone