Nino Boeti davanti al giudice per un pugno di euro [con video].

Zuffa in consiglio regionale, a giudizio i consiglieri Pd Nino Boeti e Pdl Massimiliano Motta

(Fonti varie)


(fonte Adnkronos)
Torino – Il prossimo 15 ottobre davanti al giudice compariranno Massimiliano Motta e Nino Boeti, accusati di minacce e percosse a danno dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Davide Bono e Fabrizio Biolé. I fatti contestati risalgono al 30 dicembre 2010. I due grillini avevano poi presentato querela. La Procura della Repubblica di Torino ha citato ora a giudizio davanti al giudice di pace i consiglieri regionali del Piemonte Massimiliano Motta (Pdl) per minacce e percosse, e Nino Boeti (Pd) per percosse, a danno dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Davide Bono e Fabrizio Biole’. I fatti contestati riguardano un episodio avvenuto nell’aula del Consiglio regionale piemontese. I due grillini avevano poi presentato querela. Il processo si aprira’ il prossimo 15 di ottobre. A sostenere l’accusa e’ il pubblico ministero Vincenzo Pacileo.

”Ci auguriamo che la Giustizia ordinaria faccia il suo corso – dicono Bono e Biole’ – e che simili gravi comportamenti vengano sanzionati adeguatamente in modo che non si ripetano più”’.

(fonte: M5S piemonte su Youtube, “per un pugno di euro”) 

(fonte Ansa) Torino – Il primo processo che vede come sfondo i costi della politica regionale è già ai nastri di partenza, anche se non riguarda casi di malversazione ma reati che fanno pensare ad una rissa di strada: gli stipendi dei consiglieri fanno infatti da sfondo ad una causa penale, in calendario, davanti al Giudice di Pace, il 15 Ottobre, a carico di due esponenti dell’assemblea regionale Massimiliano Motta (PDL) e Nino Boeti (PD) accusati – a vario titolo- di avere minacciato e percosso i colleghi del Movimento 5 Stelle durante una seduta consiliare.L’episodio risale al 30 Settembre 2010, quando aPalazzo Lascarissi stava discutendo una legge sulla riduzione delle indennità.Davide Bono e Fabrizio Biolè, del Movimento 5Stelle, lanciarono verso i colleghi di altri gruppi delle banconote false per protestare contro un provvedimento che ritenevano troppo blando, e ne nacque un parapiglia. Il presidente Valerio Cattaneo sospese la seduta ma alcuni consiglieri reagirono vivacemente contro i penta-stellati, con Bono che venne inseguito fino al centro dell’emiciclo e spintonato. “L’accordo unanime di PD, PDL e Lega – spiegò in seguito il Movimento 5 Stelle – ha permesso la bocciatura della nostra proposta, con cui chiedevamo un taglio del 30% degli stipendi e la riduzione dei benefit. Ci sarebbe stato un risparmio netto di 12 milioni di euro. Invece è passata la proposta di un calo del 10% delle sole indennità, pari a 700 mila euro all’anno, semplicemente per assecondare il decreto 78 del 2010, che prevedeva il taglio dei trasferimenti statali in caso di mancata riduzione”. “E pensare – ha scritto oggi Davide Bono sulla sua pagina Facebook – che nel 2010 l’avevo detto in tutti i modi ai consiglieri regionali di abbassarsi gli stipendi e privilegi, e avevano reagito così……. ” 30/09/2012(ANSA)

Il commento più simpatico visto online:
(Orlandelli, da il sito”Il Fatto Quotidiano”)

“Si sono arrabbiati perché le banconote erano false. Fossero state vere li avremmo visti tutti a carponi.”

Quando si dice “spirito italico”…….